Vendemmia 2013

Cari amici dell’Arcimboldonews ben ritrovati! In Toscana siamo ai nastri di partenza per la vendemmia 2013. A parte qualche caso isolato riguardante vitigni precoci, l’annata fenologica della vite ha avuto un andamento particolare. Innanzi tutto siamo tornati a tempi di raccolta più tradizionali, ovvero un sangiovese che matura per gli inizi di ottobre, una vernaccia pronta nei prossimi giorni, un merlot già quasi pronto, ma con un periodo posticipato rispetto a quello che il clima degli ultimi anni ci ha abituato. Generalmente qui in Toscana abbiamo avuto un ritardo nella fase di germoglio, una primavera ed inizio estate un po’ difficile dal punto di vista climatico che ha costretto i produttori a monitorare giorno per giorno la salute della propria vigna. Poi l’estate si è più stabilizzata permettendo, soprattutto in questo fine agosto / inizio settembre, una maturazione equilibrata dal punto di vista zuccherino (alcool) e polifenolico (colore, struttura, ecc.). In effetti, sentendo le opinioni di alcuni produttori amici, quest’anno si può prevedere generalmente dei vini di buona struttura e ricchi di aromi, grazie anche alla particolare escursione termica di queste notti estive.

In Maremma ormai siamo in pieno clima di raccolta. I nostri produttori maremmani ci stanno sempre più sorprendendo con i loro sangiovese di buona struttura (Morellino di Scansano DOCG, Montecucco DOC…) e devo dire soprattutto negli ultimi anni un miglioramento qualitativo dei vini bianchi. Vedi il Bianco di Pitigliano, alcuni bianchi della costa, ma soprattutto il Vermentino che in Maremma ha un terroir che lo esalta.

A Montepulciano, Montalcino e nel Chianti i produttori stanno ancora aspettando che il sangiovese e gli altri vitigni autoctoni completino la maturazione e si equilibrino. Parlando di San Gimignano, credo che dopo la gradevole sorpresa del prodotto 2012 strutturato e profumato, questo clima di fine estate donerà ai grappoli aromi inaspettati, ma la conferma di tutto questo cominceremo ad averla con le anteprime del prossimo febbraio.

Prima di congedarmi vorrei augurare a tutti i vignaioli un buon lavoro. Per esperienza diretta posso assicurare ai cari lettori del corriere che oltre alle belle immagini, certe volte bucoliche, che abbiamo delle vendemmie, dietro ci sono fatica, preparazione, una stagione di duro lavoro e non ultimo una capacità logistica, organizzativa ed imprenditoriale che fanno dei nostri produttori italiani il fiore all’occhiello dell’enologia mondiale.

Tutto questo per assicurare i nostri prossimi brindisi!

Come sempre… in alto i calici!

Giovanni Totaro

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