La vita a colori nei piatti dello Chef Di Martino

AL MARAMEO BEACH

Il Belvedere di Sorrento, dalla roccia tufacea s’affaccia sul mare, guardando il Vesuvio e il Golfo di Napoli.

Una piccola stradina in pietra serpeggia lungo la falesia, passa per la Porta greca per arrivare a Marina piccola, ovvero al lungomare San Francesco, confermando lo scenario di rara bellezza annunciato dall’alto.

Marameo, stabilimento balneare e ristorante beach alla carte, è proprio lì e si allunga dalla riva su palafitte di legno ben salde nei fondali; un design moderno che ben si fonde ai caratteri in stile anni sessanta, dall’idea di Francesco Gargiulo e Francesco Schisano,  soci e amici nati in quest’angolo di paradiso costiero.

Non il solito stabilimento, non il solito ristorante sulla spiaggia, ma una location dalle eleganti sfaccettature, in un contesto semplice ed essenziale dove i tavoli costeggiano la banchina e a sera sono illuminati dalla luce calda di bianche boe a mo’ di lampade; il tutto impreziosito dal paesaggio mozzafiato nel silente respiro del mare.

I sensi si lasciano accarezzare e una volta a tavola le deliziose pietanze dello Chef Marco Di Martino, che quest’anno è a capo della brigata di cucina del Marameo seguito dal Sous Chef Giseppe Aversa, completano con gran piacevolezza.

I suoi piatti, sono caratterizzati da giochi di colore che allietano la vista, gli ingredienti attinti dal territorio si sposano in armonie di profumi e sapori, le diverse consistenze giocano al palato rimembrando la mai dimenticata tradizione sulla quale si erigono in nuovi profili organolettici.

Ed è a Marco Di Martino che chiediamo come e quando nasce la sua passione per la cucina.

“Il mio lavoro, lo considero uno degli amori della mia vita, è cresciuto dentro di me grazie alla spinata emotiva stimolata da mia mamma Silvana, la quale sin da piccolo mi faceva apprezzare i profumi e i sapori dei suoi manicaretti, devo tutto o quasi tutto a lei e mi emoziono a parlarne.

Scelsi poi la scuola alberghiera a Vico Equense, ed anche lì un’altra donna mi ha portato per mano facendo accrescere il mio interesse per la cucina, ovvero la professoressa Marinella Criscuolo.

Ma la prima esperienza lavorativa che ha iniziato a formare il mio profilo professionale e a farmi capire verso che tipo di cucina provavo maggiore affinità è stata al Mammà dello chef Gennaro Esposito a Capri, sotto la guida dello chef Salvatore La Ragione e non potevo sperare di meglio, poi da lì sono arrivato a far parte della brigata dello chef Domenico Iavarone, poi dello chef Oliver Glowing e infine di Alain Ducasse a Le Jules Verne di Paris.

Passo dopo passo in questo mondo non semplice e fatto di rigore e costanza, ho costruito con grande soddisfazione la mia formazione professionale e senza dubbio di vita.”

Quale la filosofia che porti in cucina?

-“La mia filosofia? Semplice….emozionarsi cercando di emozionare.

Ritornare alla semplicità e alla naturalezza con cui da bambini giocando si scoprivano e si aprivano nuovi orizzonti.

Mi piace giocare con il cibo mettendo insieme colori, profumi e sapori, nel rispetto della materia prima e soprattutto nel rispetto del degustatore.

I miei piatti non deluderanno mai le cromaticità, li creerò sempre a colori, perché è così che vedo la vita.”

Angela Merolla

www.marameobeach.com