Rita Abagnale, addio all’indimenticabile Signora di Slow Food

di Carmen Guerriero

Ci sono degli incontri che cambiano la vita.

Prima ancora che la consapevolezza ne percepisca il senso, è l’istinto ad avvertire, sottilmente.
Ed, allora, per qualche strana e fortunata coincidenza, ci sembra che i nostri passi incrocino una strada “diversa”, ignari compagni di un viaggio speciale.
Chiunque ha conosciuto Rita Abagnale ha avuto questa sensazione. Essere in sua compagnia regalava l’indefinibile sensazione di privilegio, di poter vivere un momento speciale, un frammento di Storia.
E non mi riferisco alla professionista che aveva, col suo talento e la sua straordinaria forza, ricoperto tutte le cariche istituzionali di Slow Food, ma alla persona, semplice e sincera, donna, madre, nonna, amica, confidente. Difficile descriverla senza rischiare di sminuirne il peso, perchè Rita era energia pura, forza travolgente, volontà ferrea, determinazione. L’ammiravo! Chi, del resto, non poteva? Carismatica e diretta, aveva una rara capacità di rapportarsi agli altri, di interagire, di coinvolgere qualsiasi interlocutore!
Si poteva restare ore ad ascoltarne i racconti, le infinite esperienze, le avvincenti discussioni sulla biodiversità rurale e la sua irrefrenabile passione per la ristorazione di qualità che narrava, sempre, con rinnovato trasporto ed entusiasmo.
Pioniera di progetti fondamentali, come la Comunità del Cibo, l’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli, Leguminosa e Sementi, Rita era, sopratutto, paladina dei giovani talentuosi che, continuamente, esortava ed incitava nel lavoro, moltiplicandone le forze, riuscendo a vedere, in ognuno di loro, oltre la mera apparenza, una fervida promessa di vita, una speranza di futuro migliore, un germe per il cambiamento del mondo, quello per cui lottava e si spendeva senza sosta, felice ed orgogliosa.  Sempre un passo avanti, sempre senza sosta. Ho ancora vivido il suo sorriso quando, con un lampo irriverente negli occhi, riferiva delle “strigliate” dei figli, preoccupati, affinchè si desse un pò una “calmata”. “E come faccio”- diceva – “non posso mica fermarmi”! Nessuno riusciva a tenerle il passo, perchè lei era sempre più avanti di tutti. Slow Food era la sua forza e lei la forza potente di tutti noi.
Rita ha ridato “voce” ai Territori che non ne avevano piu’, ai prodotti “dimenticati” ed al lavoro delle persone oneste e laboriose. E, sopratutto, ai cuori. “Bisogna stare insieme, essere tutti uniti”- amava dire sempre. “L’amore è tutto”.
E non credo di sbagliare se penso si riferisse sia all’amore del contadino per la sua terra ed i suoi prodotti, quanto a quello dei cuochi e dei pizzaioli per i loro piatti, espressione autentica del loro genius loci, al pari dell’amore per il prossimo.
Una Donna meravigliosa ed un esempio di Vita indimenticabile per tutti. Una personalità luminosa che è già Storia.