Cucina che porta il profumo di un pergolato di limoni sorrentini

di Angela Merolla

Minuta, occhi chiari e tratti delicati, potrebbe sembrare fragile quasi come una porcellana di Capodimonte, ma basta poco per rendersi conto che è vitalità, energia pura, forza e tenacia insieme.

Fabiana Scarica chef di professione, dopo un importante percorso di formazione ha messo su Villa Chiara -orto&cucina- a Vico Equense, un luogo dove ha impegnato il cuore e dall’orto al focolare ha dato chiara identità alla sua cucina.

Conosciamola meglio:

Fabiana, quando nasce il tuo interesse per la cucina?

“Nasce un po’ di tempo fa grazie a mia figlia; preparandole da mangiare, mi resi conto che ogni boccone racchiudeva tanto amore e responsabilità, un impegno che faceva battere forte il cuore e decisi che volevo fosse così per il resto della mia vita.

Provenivo dal Liceo Classico, per cui iniziai dopo il diploma a seguire da privatista l’istituto l’alberghiero, intanto cercavo d’imparare il mestiere presso piccoli ristoranti, spesso ero al laboratorio di pasticceria di mio zio e attingevo da una cara amica di famiglia, Camilla, le prime ricette della memoria di cui ancora oggi vanto la conoscenza!

Non potevo fermarmi, dovevo completare la mia formazione professionale e decisi di frequentare l’ALMA, la scuola internazionale di cucina italiana, seguendo prima il corso di tecniche di base e poi da professionista di cucina.

Da lì sono riuscita a lavorare presso alcune tra le più grandi cucine campane: Torre del Saracino di Gennaro Esposito a Vico Equense, Grand Hotel Quisisana di Capri, Don Alfonso 1890 a Sant’Agata sui Due Golfi e Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento. Senza mai precludermi qualche esperienza fuori casa.

Sono ormai quasi 3 anni che ho aperto il mio ristorante Villa Chiara -orto&cucina- , che sta dando molte soddisfazioni a me e ad Arturo, lo chef che è con me alla guida della cucina.

Insieme, ci siamo conquistati diversi prestigiosi riconoscimenti, risalendo anche nei punteggi delle più importanti guide enogastronomiche campane”.

Se dovessi raccontare la tua cucina?

“Potrei dire che è una cucina d’impronta, che non fa estremismi tali da far perdere il contatto con la tavola. Una cucina che fa divertire per le novità che può proporre, ma sa essere anche rincuorante nell’utilizzo di materie tradizionali, facilmente riconoscibili ed apprezzabili in ogni preparazione.

Io e lo chef Arturo, conserviamo vivida la voglia di fare sempre di più e sempre meglio, studiamo piatti che abbiano l’unicità dell’idea, ma che siano semplici ed essenziali nella loro complessità”.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro? Cosa meno?

“Del mio lavoro adoro: la tensione, l’emozione adrenalinica che si ripete ad ogni servizio, ogni volta proprio come una prima a teatro, ciò mi entusiasma e mi rinvigorisce ogni volta.

Poi le soddisfazioni, il voler alzare sempre l’asticella, il cercare di migliorarsi e soprattutto che ogni nuovo giorno porta qualcosa da imparare! Non mi piace invece che, oramai si parli di cucina in maniera troppo semplicistica, come se tutti fossero dei grandi esperti, celando invece che dietro ad ogni piatto c’è tanto sacrificio e abnegazione, c’è stanchezza e impegno, c’è la fatica e qualche rinuncia”.

Se la tua cucina potessi paragonarla ad un paesaggio quale sarebbe?

“Sarebbe un pergolato di limoni sorrentini con sotto una panchina, davanti il promontorio che volge al golfo di Napoli, alle prime luci del mattino”.

 
www.villachiaraortoecucina.it