AL FALANGONE

Squadra in tavola oltre il campo

diAnnatinaFranzese

Ai piedi del Monte Somma, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, dopo unpit- stop durato qualche anno ed una gestione totalmente rinnovata è tornato in pista a San Giuseppe Vesuviano, “Il Falangone”, realtà storica della provincia vesuviana. Un’ imponente struttura sviluppata su tre livelli (ristorante/pizzeria, club house e terrazza), circondata dalla terra rossa dei campi da tennis con alle spalle, un panorama mozzafiato.

Un ambiente luminoso ed elegante, ma allo stesso tempo flessibile ed aperto a soddisfare le esigenze di una clientela sempre diversa.

Una squadra, quella di cucina, pizzeria e sala, volutamente composta da un team giovane e dinamico, mosso dalla volontà di fare una buona cucina nel rispetto della tradizione, ma con l’occhio strizzato alla innovazione.

Due napoletani ed un siciliano ai fornelli: Vincenzo Ruggiero (sez. antipasti), Alfonso Pepe (sez. primi piatti) e Alessio Galati (sez. secondi piatti). Tre uomini diversi, accomunati da studi alberghieri e da esperienze pregresse in hotels e resort di lusso anche d’oltralpe.

Un forte senso di squadra sposato in ogni sua sfaccettatura, unito alla voglia di migliorarsi ogni giorno.

Qual’è la tua fonte di ispirazione?

V.R.:“Guardo in alto, la mia fonte d’ispirazione è il maestro Heinz Beck.”

A.P.:“La cucina tradizionale di mia nonna a cui devo la mia passione per il mio lavoro. Con lei ho condiviso fornelli, ricette e segreti.”

A.G.: “L’amore per la mia famiglia che mi spinge ogni giorno a cercare di fare del mio meglio”

Cosa non manca mai nei tuoi piatti?

V.R.: “La cucina è poesia, dunque nei miei piatti non manca mai la combinazione e la ricerca del giusto abbinamento tra elementi.

A.P.:“Nei miei piatti non manca mai la ricerca dell’aromaticità. Cerco di introdurre ovunque, per quanto possibile, del basilico fresco. Inoltre, non posso rinunciare all’’olio evo che considero un ingrediente e non un condimento.

A.G.:“Sono siciliano, nei miei piatti non mancano mai i richiami alla mia terra. Considerando Sicilia e Campania i simboli della gastronomia, credo nella contaminazione tra le due tradizioni.”

Se fossi un piatto che piatto saresti?!

V.R.:“Un tipico sfizio della tradizione napoletana, un crocchè di patate: il panzerotto.” 

A.P.:“Il mio piatto preferito. La semplicità di uno spaghetto al pomodoro fresco con tanto basilico.”

A.G.: “La leggerezza di un pesce fresco al profumo ed al sapore degli agrumi di Sicilia.”

Al comparto pizze, un napoletano doc: Nunzio Marino. Pale ed impasti sono sua prerogativa sin da piccolo, da quando, maturava esperienza in giro per il mondo passando dal cuore di Napoli alla Corea del Sud.

Quanto conta la tradizione nel tuo lavoro?

“La tradizione ritengo sia fondamentale nel mio lavoro. Non si può pensare di essere pizzaioli senza aver conosciuto, vissuto e sperimentato la vera tradizione della pizza napoletana.”

Come nascono le tue pizze?

“Le mie pizze nascono dalla voglia di poter apportare qualcosa di mio al simbolo per eccellenza della mia città. Poter creare infinite combinazioni di sapori, colori e profumi rende magico il mio lavoro ed ogni mia pizza è un’emozione,  un piccolo capolavoro.”

Se fossi una pizza che pizza saresti?

“Se fossi una pizza sarei una Mangalica. La Mangalica è una rivisitazione in chiave moderna della tradizionale pizza “salsiccia e friarielli”. Al posto dei friarielli però, troviamo una crema di friarielli e la salsiccia è solo salsiccia di mangalica. Io sento di essere come questa pizza: fondamentalmente legato alla tradizione, ma allo stesso modo al passo con i tempi.”