Corte Adami Generazioni e generazioni di viticoltori

di Mario Stramazzo

Scrivere di Soave e non citare Corte Adami sarebbe come fare la polenta senza la farina: pressoché impossibile. Non già perché questa azienda balza costantemente sulle pagine delle riviste più autorevoli di settore, sia nazionali che internazionali, o ancora, perchè Adami è il nome di una famiglia che vanta generazioni e generazioni di viticoltori in terra di Soave ( di questa famiglia se ne parla già nelle cronache del ’600), quanto perché scrivere di Corte Adami significa occuparsi di una parte della storia del successo ascrivibile ad uno dei vini più vulcanici nel mondo enologico.

Un bianco, che in questo caso, o meglio per quel che riguarda il più che godibile Soave degli Adami, proviene dalle uve Garganega e Trebbiano di Soave prodotte da un generoso vigneto a corpo unico situato in uno dei cru storici della zona: Castelcerino.( nella foto ) Più o meno la metà de 36 ettari vitati complessivi coltivati dagli Adami, ma che fanno davvero pensare a quanto sia vero il concetto che a ripagare non è mai la quantità ma la qualità. Il perché, di questo aspetto, è molto semplice e si spiega con la volontà di casa Adami di mettere in bottiglia un vino senza l’arcigno incombere di iper-produzioni, legate a budget industriali che troppo spesso si mescolano con la vitivinicoltura.

Sacrificando, talora, la stessa natura di quel laborioso operare del vignaiolo, prima, dell’enologo, dopo e infine , di chi si occupa anche di vendere ma non a qualsiasi condizione. Prima di tutto infatti, questa la filosofia di Martina Adami, di suo fratello, l’enologo Andrea, di sua sorella Giulia, del loro papà Angelo con mamma Luigina e nonno Gaetano , il massimo rispetto per ile vigne, la terra che da loro nutrimento con le sue peculiarità di inimitabile terreno vulcanico, il microclima che gli stessi impianti riescono a condizionare e la grande storia di un uvaggio che solo chi ama può declinarlo al meglio in tutte le sue sfumature, trasformandolo in vino.

Una sorta di capolavoro di quell’antico sapere dell’uomo, in vigna e in cantina, che gli Adami mettono in atto anche quando si tratta di produrre i rossi più espressivi della Valpolicella, nella zona di Montorio, S.Martino Buon Albergo e nella frazione di Ferrazze, Qui, dove la famiglia Adami possiede altri ettari di altrettanto generosi vigneti di Corvina, Corvinone e Rondinella che sono presenti da più di quarant’anni.

Offrendosi come portatori di uve caratterizzate da una finezza e un’eleganza che sono i migliori biglietti da visita per i due Valpolicella, Superiore e Ripasso, messi nei vetri dagli Adami chein questa terra così evocata alle uve dalla grande espressività non potevano certo non occuparsi anche dell’altro gioiello di questo ricco territorio scaligero: l’Amarone. Una vera propria summa di profumi e sapori che lasciano sempre sbalorditi anche il più smaliziato dei degustatori. Merito, anche in questo caso, di una passione innata per trasformare dei semplici acini d’uva in un inimitabile piacere della vista, dell’olfatto, del palato e che gli uomini e le donne conoscono da sempre come una bevanda divina.

Quella che Corte Adami propone con i suoi Soave, i Recioti , i Valoplicella , i Ripasso e l’Amarone.

www.corteadami.it

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