FRA TERRA, CIELO E ACQUA

Rovigo -Dove finisce il grande Po

di Mario Stramazzo

 

E’ a Santa Giulia di Porto Tolle, nel bel mezzo del Delta del Po, che il possibile blasone di ottimo ristorante non sale sugli scranni della superbia e con modestia e grande senso delle proprie capacità, Arcadia, la cuoca e Pamela, che dirige la sala, cercano di offrire quello che più riesce meglio. La freschezza del pescato è la prima dote di ogni piatto che esce dalla cucina di Arcadia che oltre ad aver dato il nome a questa piccola ma curata Osteria in riva al grande fiume, è anche la mamma di Pamela che in sala, invece, fa da ambasciatrice alla piacevolezza dei piatti preparati dalla mamma. Piatti che pescano, giusto per stare in tema, nell’immenso patrimonio della tradizione gastronomica di queste terre di confine fra cielo, mare e golene disegnate da un fiume che alla fine del suo corso disegna un Delta non a caso è diventato parco regionale di ben due Regioni. Veneto ed Emilia Romagna.

 

Da qui la ricchezza di ricette e ghiottosità che hanno bisogno solo di essere riassaporate dopo che sapiente perizia, come quella di donna Arcadia, dia loro vita e nuova vita. “Perché la cucina di casa Arcadia – racconta l’affabile Pamela che non dissimula il piacere di intrattenere convivialmente, ma discretamente, i clienti – non è statica ma proprio perché segue i cicli delle stagioni è un continuo divenire, un’evoluzione che va colta, prodotto dopo dopo prodotto, ingrediente dopo ingrediente”. Soprattutto quando da settembre, finito il periodo agostiano di fermo pesca voluto dalla legge, gli uomini di casa, pescatori e allevatori di molluschi, da papà Vittorino al fratello e al marito di Pamela, Mauro e Diego, tornano in piena attività e portano in cucina un tripudio di varietà ittiche. Dalle cozze alle vongole, dalle capesante agli scampi, dalle anguille, semplicemente …arroste, ai branzini e alle orate; dalle acquadelle ai gamberetti dai piccoli calamaretti alle seppie; dalle pregiate moleche alle altrettanto ricercate “canocchie” (particolari cicale di mare) non dimenticando i “moscardini” (i piccoli polipi dell’Alto Adriatico) e tante altre varietà, come il baccalà dissalato e fritto, o lo stoccafisso alla polesana. Vere golosità non facili a trovarsi nemmeno sui piatti dei ristoranti più blasonati. Come del resto lo sono le carni degli avicoli selvatici che in stagione vengono preparate con altrettanta maestria. Il tutto accompagnato da un carta dei vini in continua evoluzione e che ben si attaglia alla gastronomia di casa Arcadia. A piacere è previsto anche il servizio al calice.

Foto di Pamela e Arcadia