NEL PROGRAMMA DI ALICE TV Giovane promessa della pasticceria napoletana

di Renato Aiello

Una passione autentica che nasce e cresce in famiglia, tra le ricette della nonna e i sapori offerti da una città che della tradizione fa vanto e orgoglio in tutto il mondo: quella di cui parlo è la passione che Antonio Duraccio, giovane pastry chef napoletano, nutre per la pasticceria.

Da un anno questo giovane ragazzo napoletano accresce il suo bagaglio di esperienza e professionalità in una delle pasticcerie più rinomate di Napoli, Seccia ai Quartieri Spagnoli, guidato dagli insegnamenti del maestro Franco Seccia, a stretto contatto con lui ogni giorno nel laboratorio di via Concordia 66.

Nel cuore dei Quartieri e nel fiore all’occhiello dell’arte dolciaria quartieriana Antonio si occupa in particolare di pasticceria moderna: cheesecake, semifreddi, torte a specchio, mignon, monoporzioni. Tutto realizzato con la stessa passione che l’ha condotto fino a “Cuochi e Dintorni”, programma di Alice Tv condotto da Francesca Romana Barberini, dove ha preparato una splendida torta mou aromatizzata al cardamomo: pan di Spagna leggero alla vaniglia, biscotto morbido al cioccolato, caramello mou, ganache spumoso al cioccolato al latte e cardamomo, glassa caramellata al cioccolato al latte.

Com’è stato creare un dolce in un grande studio televisivo?

Indubbiamente c’era l’ansia e la paura di sbagliare, ma in realtà ero a mio agio grazie alla stupenda accoglienza che mi è stata riservata. Tutti ad Alice TV sono stati gentili e disponibili.

Conoscevi già Francesca Romana Barberini? Come ti sei sentito fianco a fianco di una celebrità della tv ai fornelli?

Come potrei non conoscerla, è una vera star del mondo enogastronomico! Francesca è una persona fantastica, fin dal primo momento è stata gentile e simpatica, un’ottima padrona di casa. Lavorare al suo fianco è stato un piacere e un onore che spero di ripetere presto.

Qual è stato il dolce della tua infanzia, il primo che hai assaggiato e quello che magari hai sempre amato a tavola la domenica o nelle feste e occasioni speciali?

In casa mia non è mai mancato il profumo di un dolce appena sfornato, fortunatamente! Potrei elencare decine di profumi che mi riporterebbero all’infanzia, ma forse prevale su tutti quello delle chiacchiere di carnevale col sanguinaccio, una vera goduria!

Dolce Napoletano preferito?

Per me il dolce napoletano per eccellenza è la sfogliatella, mito indiscusso della pasticceria napoletana!

Quando hai preparato la tua prima torta e a che età hai capito che la pasticceria sarebbe stata la tua strada, oltre che una vera e propria professione?

Le mie prime esperienze ai fornelli risalgono all’infanzia, quando aiutavo mia nonna o mia mamma, ma la prima torta “seria” l’ho preparata quasi 7 anni fa, in occasione del mio compleanno. Quasi due anni fa, invece, ho deciso di cambiare la mia vita e fare della pasticceria il mio lavoro.

Personalità e maestri pasticcieri importanti che stimi e apprezzi, a cui sei affezionato e che magari segui tra eventi e programmi in tv.

Ovviamente il grande Iginio Massari, punto di riferimento per tutti i pasticceri italiani. Ho avuto inoltre la fortuna di conoscere e veder lavorare Francesco Boccia, campione del mondo di Pasticceria. E poi adoro i lavori di Amaury Guichon, un vero artista del gusto.

 

Sogni nel cassetto?

La mia soddisfazione più grande è vedere l’espressione delle persone che assaggiano un mio dolce: quella smorfia di piacere mi riempie di gioia e cancella in un attimo la stanchezza di un giorno trascorso in laboratorio. Il mio sogno è di poter continuare a fare quello che amo, sempre meglio e sempre con la passione del primo giorno.

Passione è la parola chiave di questa storia ed è per amore di un mestiere artigianale tra i più belli al  mondo che Antonio, dopo il liceo scientifico e gli studi alla Facoltà di Medicina – come egli stesso racconta -, decise di percorrere questa strada: “Ho voluto trasformare la mia passione per la pasticceria in un lavoro: ho frequentato un corso professionale e intrapreso la mia carriera lavorativa prima nella ristorazione e poi in laboratorio”. Il laboratorio è quello della Famiglia Seccia ed è sicuramente una prima tappa importante nel lungo viaggio di Antonio. In attesa delle prossime che non si faranno attendere, senz’ombra di dubbio.