PIZZA NAPOLETANA STG

di Roberto Esse

Mai termine fu più azzeccato per descrivere la “Pizza Napoletana Stg” ovvero la pizza che non c’è. Basta girare in lungo e in largo la regione Campania prima e l’Italia poi per rendersi conto di questa situazione paradossale.

In Campania il viaggio parte da Avellino: perlustrata la città e la provincia il quadro desolante recita che ci sono ZERO pizzerie certificate. Proseguendo per Benevento il discorso non cambia. Perlustrata la città e la provincia il quadro desolante recita che ci sono ZERO pizzerie certificate. Anche Caserta e Salerno fanno la loro parte.

Perlustrati territori il quadro desolante recita che ci sono ZERO pizzerie certificate. E Napoli? Anche il capoluogo partenopeo può fregiarsi del prestigioso titolo di ZERO pizzerie certificate. Insomma per i vari campioni del mondo della categoria Stg una “casa” non esiste.

A differenza del calcio dove si arriva al titolo massimo passando per le varie competizioni nazionali, nella pizza invece non esistono “stadi” cittadini nei quali esibirsi considerata la totale assenza di pizzerie stg certificate come vorrebbe la normativa europea. Ecco perché si può tranquillamente affermare l’equazione: Pizza napoletana Stg = la pizza che non c’è.

Eppure quella dei pizzaioli è una categoria celebratissima a colpi di alveolature, canotti ed idratazioni. Termini che anche gli avventori si scambiano nelle dotte discussioni mentre attendono in fila ordinata fuori dei locali. Che raccontano quanto sia buona la pizza fatta da Tizio piuttosto che da Caio. Ma quando sarà il momento giusto per tutelare davvero la pizza napoletana con l’unico riconoscimento ufficiale che in questo momento davvero potrebbe contraddistinguerla? Un interrogativo inevaso.

Eppure le occasioni per fare parlare del prodotto dei pizzaioli napoletani non mancano. Lo stesso riconoscimento della loro arte da parte dell’Unesco doveva riportare in primo piano il problema dell’assenza di pizzerie certificate Stg e invece tutto tace. Basta fare un giro nelle giurie dei vari mondiali per pizzaioli che si tengono a destra e manca per accorgersi che la maggior parte di quelli che partecipano alla categoria fantasma ovvero la “pizza napoletana stg” in molti casi nemmeno sanno che cosa significa quell’ “stg” finale. Insomma per il mondo della pizza e dei pizzaioli per le denominazioni ufficiali benedette dall’Unione Europea non c’è tempo. Meglio dedicarsi a canotti, ruote di carretto e compagnia bella: quelle che da sempre consentono a popolo e popolino di farne cibo ufficiale.