PIZZERIA MARTUCCI

di Renato Aiello

Una caffettiera gigante che sembra quasi uscire dal muro in prossimità delle birre alla spina, il profilo del primo treno della Napoli – Portici e della sua stazione a Pietrarsa, che emerge dalle pareti, così come i volti della sirena Partenope e del Cristo Velato e la sagoma in altorilievo dello Sciuscià partenopeo a due passi da un forno “edificato” come il Castel dell’Ovo.

Non è la descrizione di una mostra d’arte contemporanea tout court o di una nuova serie di installazioni al Museo MADRE, e nemmeno il racconto di un percorso espositivo al Museo PLART: si tratta bensì dell’arredamento, curato nei minimi dettagli dal designer Raffaele De Bartolomeo e dal suo studio “Raro Design” per “Pizzeria Martucci”. Inaugurata il 31 ottobre scorso al Vomero, in via Santa Maria della Libera 5 – una traversa di via Cilea praticamente – questa Pizzeria insolita coniuga l’arte del saper mangiare bene col gusto sopraffino del bello che abbiamo qui a Napoli.

I simboli della città sopraccitati (molti dei quali sono sculture in bassorilievo di Luigi Barricelli) rappresentano solo alcuni pezzi di un mosaico artistico interattivo, composto anche da disegni del Palazzo Reale – da cui si staccano le statue dei Re di Napoli e delle Due Sicilie con tanto di battute personalizzate – e ovviamente da una piccola personale fotografica in bianco e nero molto contrastato.

I contrasti sono forti ma allo stesso tempo armonici in questo locale che accoglie i clienti con un piccolo angolo, allestito all’ingresso e visibile dalla strada attraverso una vetrina, in cui Diego Loffredo, anche autore delle foto esposte in sala, ha ricreato il “vascio napoletano”: sedia, paniere della tombola, numeri, panni, barattoli, oggetti antichi, sgabelli e trecce d’aglio e di peperoncino, su un pavimento in mattonella vietrese.

Dopo l’esperienza ventennale del padre Antonio, Fabio Macchitelli porta così la nuova avventura imprenditoriale di famiglia nel cuore del Vomero, facendo tesoro dell’eredità familiare della Pizzeria Michele in via Martucci e di Salotto Martucci a Chiaia, e reinterpretandola in chiave contemporanea e giovanile. “Vogliamo che sia una pizzeria innovativa: l’idea è quella di un luogo diverso, quasi un museo d’arte moderna che ogni mese ospiterà, su una parete dedicata, una nuova opera dopo lo Sciuscià di Barricelli – spiega e precisa Macchitelli -.

Ma chiaramente dedichiamo grande attenzione alla pizza e alla sua versione gourmet e “artistica” come la Cicolime, leggera e fresca, con cicoli imbevuti nel lime e con l’aggiunta sapida della provola”. E con un menu di 30 pizze il tocco artistico è assicurato dai grandi classici della tradizione napoletana e dai gusti sperimentali. Tra le novità spiccano infatti le Pizze “Cremose” e quelle “ART”, più elaborate, come il Cappello del Prete – un gustosissimo ripieno di ciccioli e ricotta, ricoperto dalla tradizionale Margherita –, la Montanara Ripiena e la Tartufata. Notevole la proposta, assaggiata nel ponte di Ognissanti, della pizza con crema di zucchine e crumble di pane e fiordilatte, in cui si fa sentire, seppur lontana, la nota della menta.

L’impasto e la lavorazione si rifanno alla tradizione della rota ’e carretta: pizza larga come la ruota di un carro ma allo stesso tempo sottile, soffice e molto leggera, quella che un tempo era il pasto economico del popolo per una giornata intera. Ad arricchire la già vasta scelta di pizze ci pensano inoltre gli antipasti e i dolci: frittura all’italiana, crocchè e arancini, combinazioni di taglieri con salumi e formaggi e, per dessert, le prelibatezze della pasticceria Marigliano per i palati più golosi.