PROGETTO NOCCIOLA ITALIA La Ferrero investirà in Abruzzo e Molise

di Giovanna Angelino

Mancano le nocciole? La famosa Azienda italiana si attiva con una proposta agli agricoltori del bel paese. L’iniziativa della Ferrero è stata presentata all’Euro-ortofrutticola del Trigno, cooperativa che conta circa 700 soci.

La Ferrero è una delle più belle realtà per l’economia italiana, di eccellenze italiane presenti sul territorio fin dagli anni ’40 con un fatturato in forte crescita. L’azienda dopo un iniziale incremento della produzione in Italia, grazie a Michele Ferrero inizia già in quegli anni ad esportare i suoi prodotti all’estero e da lì a poco costruirà stabilimenti di produzione in Germania, Francia, Austria, Svizzera;  Ferrero è presente nel Sud-Est Asiatico, in Africa, in Europa orientale, Messico, Cina, Turchia.

Oggi la Ferrero lancia il suo piano per reperire nocciole e lo fa in Italia. Entro il 2025 il progetto dovrebbe realizzarsi con l’incremento di 20mila ettari coltivati. L’Italia produce circa il 12% di nocciole sul mercato, preceduta di molto dalla Turchia, la cui produzione rappresenta ben  il 70% del mercato complessivo. Il sogno della Ferrero sarebbe quello di produrre la sua famosa Nutella utilizzando il 100% di nocciole italiane.

E’ stato Ivan Seri, responsabile della Ferrero centro-sud Italia a spiegare i termini della proposta, con la quale la Ferrero si impegna ad acquistare le nocciole ad un prezzo minimo garantito, da produttori del Molise e Abruzzo per i prossimi diciannove anni.

Si tratta di una bella sfida per gli agricoltori, che dovranno piantare alberi  per far fronte alle richieste della Ferrero; un’occasione per rafforzare la filiera del Made in Italy. Basti pensare che se gli ettari coltivati diventassero 90mila (oggi sono 70mila) in Italia, rappresenterebbero solo il 5% della richiesta Ferrero.

L’Azienda oltre all’acquisto, si impegna ad interfacciarsi con istituzioni, produttori, organizzando seminari e corsi e mettendo a disposizione tutte le competenze necessarie per una gestione ottimale delle piantagioni. Saranno coinvolti anche importanti istituti di ricerca.