VILLA FRANCIACORTA

di Fabrizio Salce

Una deliziosa serata, un compleanno importante per una produzione enologica della Franciacorta. Una cantina e i primi 40 anni di un suo vino. Scrivo mentre un tiepido sole filtra attraverso i vetri della finestra. Provo a raccontare l’evento con ancora il sapore del vino tra le labbra e l’atmosfera della festa negli occhi. Ci penso e ci ripenso, e credo che tutto sia frutto, soprattutto, del libero pensiero, nato con gli antichi greci sviluppatosi poi con Umanesimo rinascimentale e l’Illuminismo per arrivare sino ai giorni nostri. Socrate, Erasmo da Rotterdam, Voltaire, Thomas Jefferson. Ai giorni nostri: squisita laicità e scoperte scientifiche.

Viaggio indietro nel tempo e percorro qualche decennio e mi calo, come si costuma oggi, nel 1960. Non sono ancora nato. E’ l’anno in cui Alessandro Bianchi, alla giovane età di 26 anni, si innamora del borgo di Villa e della terra circostante, a Monticelli Brusati nel bresciano, e decide di recuperarlo dal declino e lo trasforma, lo plasma. Alessandro è di estrazione meccanica e non contadina e in quel contesto storico, economico e sociale in cui nel nostro paese la terra viene abbandonata e non acquistata va contro tutto e tutti, a partire dai fratelli: va controcorrente. Meraviglioso libero pensiero.

Oggi il borgo è un’incantevole Azienda agricola molto apprezzata grazie alla qualità e la bontà dei vini e allo stile dell’accoglienza, vero punto di riferimento enologico e di ricezione turistica. La cantina, gli appartamenti, la dolcezza di un borgo antico dove trascorre giornate serene. Alessandro Bianchi, con la figlia Roberta e il marito Paolo Pizziol, portano avanti con coraggio questi valori, abbinando rispetto del territorio alla ricerca e all’innovazione.

Viaggio ancora, consentitemelo, e arrivo al 1978 anno in cui vede la luce il primo Millesimo di Villa, Emozione 1978. Un’emozione lunga 40 anni. Per il compleanno di queste pregiate bollicine il 23 ottobre 2018 le cantine Villa Franciacorta hanno presentato una bottiglia preziosa, prodotta in soli 2.920 pezzi e destinata agli intenditori. Emozione Riserva 2008, 100 mesi sui lieviti, imbottigliato nel 2009 e degorgiato nel 2017. Un vino prodotto rispettando la “ricetta” originale di Emozione Brut (85% Chardonnay, 10 % Pinot Nero, 5% Pinot Bianco), e con un packaging raffinatissimo, etichetta e collare in tessuto, in un intreccio di trama e ordito con filo oro in un prezioso cofanetto da collezione.

Emozione Riserva 2008 è una vera emozione in tutti i sensi, piacevolezza pura ed eleganza raffinata. Il perlage è fine e persistente, il colore cristallino e vivace, il bouquet ricchissimo.

Per la serata di festa la famiglia Bianchi ha pensato di coinvolgere due chef stellati Philippe Leveillé, due stelle Michelin al Miramonti l’altro di Concesio (Bs) e Stefano Cerveni, una stella Michelin al Due Colombe di Borgonato di Cortefranca (Bs). Alle creazioni dei due professionisti a cui si sono sono abbinati i vini   Vita Nova Selezione Riserva Brut Millesimato 1993, la Cuvette Brut Millesimato 2007 e la novità di casa Villa: l’Emozione 40 anni Riserva Brut Millesimato 2008.

I due artisti dei fornelli hanno presentato in anteprima assoluta un inedito a 4 mani per festeggiare i 40 anni di Emozione: il “Rossini Sbagliato” ovvero una loro interpretazione del celebre piatto della tradizione culinaria francese Il filetto alla Rossini o Tournedos alla Rossini. La storia racconta che fu inventato nell’800 dallo chef francese Moisson in onore del compositore e rinomato ghiottone Gioacchino Rossini, ma altri sostengono che fu proprio il Gioacchino a crearla e a donarla allo chef. Ritorna il meraviglioso libero pensiero.

Di questo piatto vi dico che i due chef hanno dichiarato (li ho intervistati) che lo inseriranno in carta e dunque sarà un piacere conoscerlo da vicino direttamente nei loro ristoranti.

Vi cito volentieri le lumache anni ’80 e il viaggio in laguna di Cerveni e il Sot-l’y-laisse con crema di crescione e cialda di farro, e il pane, burro e alici marinate di Leveillé con l’aperitivo.

Il primo piatto firmato da Philippe, ovvero il suo ormai celebre #Volevoessereunpomodoro !!!

A seguire Stefano ha proposto una sua rinomata creazione, ovvero i fagottelli di pasta fresca Milano Bagolino. Il piatto a quattro mani e la conclusione con il Briolette Rosè Demi-Sec nei bicchieri in abbinamento alla torta dei 40 anni ideata da Giovanni Cavalleri.

Una deliziosa serata, un compleanno importante…un libero pensiero.