LA SFOGLIA

di Gianni Romito

Nel peregrinare per la regione Campania in cerca di eccellenze enogastronomiche abbiamo fatto breve ma piacevole sosta a Somma Vesuviana, presso il pastificio “La Sfoglia” di Ciro Cardamone (Via P. Gobetti 8/10). Seconda generazione di pastai, 23 anni, Ciro è alla guida dell’azienda di pasta fresca e sta curando il lancio di una linea premium di pasta essiccata, “La Sfoglia Linea Oro”.

Essiccazione lenta a bassa temperatura e semola di grano italiano certificato, la bottega della famiglia Cardamone sprizza energia come fosse amido della pasta in cottura bollente. Con Ciro ci sono la mamma Lina e il papà Marco (genovese, la madre Gerarda vendeva pasta fresca in Vico Napoli a Genova, un segno del destino).

Siamo fuori dalle rotte consuete dell’arte bianca in Campania, in un angolo di Vesuvio che forse non fa della pasta il fiore all’occhiello, ma la scommessa del giovane Ciro sembra vincente e la sua tenacia gli sta dando ragione. La scelta della qualità a tutti i costi non è semplice, soprattutto per un giovane che si sta giocando l’impresa di famiglia.

Una linea premium di pasta essiccata che si esprime nella qualità delle materie prime e del packaging, con una lavorazione impreziosita da ricerca e sperimentazione. Un vero e proprio vulcano campeggia sulla confezione, un vulcano come il giovane Ciro, bravo e spavaldo davanti all’obiettivo della camera ma minuzioso e quasi scientifico nel raccontare il da farsi di fronte all’essiccatore. Meticolose le sue spiegazioni su come impostare l’essiccatore a seconda del formato di pasta e delle condizioni meteorologiche.

La linea Oro è una linea in packaging nero, si vuole posizionare un prodotto di alta gamma per intenditori e appassionati, con il desiderio di allargarsi sempre più nel mercato. Un prodotto dallo spirito intimamente vesuviano, che nella porosità epidermica e chiara della pasta ricorda quasi la pietra lavica, ma ingentilita dal colore perfetto del grano ben lavorato. Tra i vari formati spicca il rigatone a doppia rigatura, ovvero sia interna che esterna, un vero e proprio azzardo industriale per un pastificio di piccole dimensioni. Ma Ciro in effetti un po’ matto lo è, se è vero che a 22 anni preferisce scendere in laboratorio in piena notte, per controllare le fasi della produzione, anziché godersi la giovinezza. Allora sicuramente sarà premiato.

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