LE BOLLICINE DI GLERA

di Mario Stramazzo

Sono Bisol e Jeio i nomi che si confermano nuovamente punto di riferimento e ambasciatori nel mondo del Prosecco Superiore con un’ampia gamma di premi e riconoscimenti ricevuti dai più importanti esperti e guide del settore. Si comincia con il Bisol Cartizze Dry Valdobbiadene Superiore DOCG che si vede assegnare 92 punti attribuiti dal critico James Suckling. Il noto giornalista statunitense premia l’etichetta Bisol con queste note di degustazione: vino molto cremoso con meravigliosi profumi, gusto di pera e di mela verde. Di medio corpo, deliziose note fruttate.

Cinque Sfere invece nella Guida Sparkle 2019, come massimo riconoscimento attribuito dalla Guida dedicata ai migliori spumanti d’Italia per un vino dal tratto elegante, che al naso si esprime con bella fusione, di originale carattere balsamico. In bocca è piacevole, dinamico e continuo. Ottimo da servire con un crudo di spigola, extravergine, succo d’arancia e foglie di menta. Per quanto riguarda il Bisol Crede Brut 2017, Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.: sono 91 punti attribuiti da Decanter, la prestigiosa rivista inglese, che con queste parole commenta l’ottimo punteggio assegnato: la mineralità, l’aroma di scorza di agrume e la salinità donano molta finezza. Spuma persistente e intrigante nota amara nel finale.

E ancora con 5 stelle agli Harpers Wine Star Awards 2019 che si distingue il Bisol Crede alla competizione britannica: molto piacevole all’olfatto con leggere note di miele, fiori bianchi, acacia. Risulta più ricco al palato con aroma di mela cotta. Buona persistenza e pulizia in bocca. Buon equilibrio con un finale vivace. Stile elegante con un po’ di complessità. Colore limone tenue e spuma evanescente. Texture interessante. Ancora punteggio da olimpo, 91 punti, assegnato dal critico James Suckling, che descrive come un vino dallo stile delicato con note di mela verde e buccia di pera, di medio corpo e finale fresco. Piacevole lieve tocco amaro sul finale. Bisol Relio Rive di Guia Brut 2017, Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.: 90 punti attribuiti dal critico James Suckling che premia l’etichetta Bisol e lo definisce come un vino con aromi di mela e limone con richiami di pera.

Corposo, bollicine eleganti e finale intenso. Relativamente al Jeio Brut, Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.: sono 91 i punti assegnati dal giornalista James Suckling con il commento che accompagna l’ottimo punteggio conferito all’etichetta Jeio: asciutto e secco con un elegante aroma di pera e mela ed appena un accenno di biscotto. Di medio corpo, fresco e pulito al palato. Un punto in meno di contro, ma pur sempre 90 punti, quelli assegnati da Decanter, la prestigiosa rivista inglese, che commenta così il punteggio attribuito: note di paglia, fiori secchi ed erbe aromatiche. Spuma gentile una nota delicata e fresca di pompelmo. Per lo Jeio Extra Dry, Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G.: sono di nuovo 90 i punti attribuiti dal critico James Suckling per un vino descritto come un Prosecco corposo, fruttato con ricche note di pera, limone e mela. Leggermente dolce sul finale. Bell’equilibrio.

Va ricordato che a differenza di molti altri spumanti che più o meno meritatamente vengono definiti Prosecco, talora solo per logiche di produttività relative all’appartenenza territoriale diareali a denominazione di origine controllata per definizione normativa, Bisol e Jeio sono prodotti fra le colline di Valdobbiadene e Conegliano che nel 2009 ha ricevuto il riconoscimento “DOCG Conegliano Valdobbiadene”, come naturale affermazione della storicità del territorio e la superiorità qualitativa dei vini prodotti in questa area estremamente vocata. È proprio a Valdobbiadene, alle porte di Conegliano, infatti che il Prosecco Superiore si esprime al meglio, grazie alle caratteristiche uniche del terroir.

Ed è qui che si pratica una viticoltura eroica dove i vigneti scoscesi possono e vengono lavorati solo manualmente con impegno e fatica da una generazione di vignaioli, i Bisol, che hanno contribuito in modo esclusivo ed unico al successo internazionale delle bollicine del Prosecco fin dagli albori della storia di questo vino, figlio di un uva Glera così generosa e munifica a patto di essere trattatta con passione e amore dopo averne selezionato i terreni, difficili, per metterla a dimora e dove la vendemmia diviene un’arte eroica, mantenendo divisi i raccolti per poter sottolineare le diverse sfumature che l’uva Glera acquisisce a seconda del terroir di ogni singolo appezzamento.

Come hanno fatto i Bisol, storica famiglia di Santo Stefano di Valdobbiadene che già prima del grande conflitto mondiale del 1915 con Eliseo Bisol avevano avviato. Il territorio di Valdobbiadene si trovava proprio sul confine che opponeva l’esercito Austro-Ungarico a quello Italiano – tuttavia, la secolare attività vitivinicola della famiglia Bisol riprende vigore attorno alla metà degli Anni Venti, grazie a Desiderio Bisol, figlio di Eliseo. Nel secondo dopoguerra Desiderio – chiamato affettuosamente Jeio dalla moglie- viaggiava in sella alla sua Moto Guzzi rossa tra le colline di Valdobbiadene e Conegliano in cerca dei migliori terreni da acquistare, così che i suoi vini potessero racchiudere le caratteristiche di questi terroir, diversi ma complementari. Jeio assegna i differenti ruoli aziendali ad ognuno dei quattro figli, in base alla loro formazione: Antonio si occupa dell’amministrazione, Eliseo della parte enologica, Aurelio dei vigneti, mentre Claudio della gestione generale dell’azienda. Ai nostri giorni il testimone è passato a Gianluca Bisol e a suo fratello Desiderio che oggi come ieri possono andare fieri delle loro autentiche bollicine di “ Prosecco Superiore DOCG Conegliano Valdobbiadene”
Testimonianze attestano la presenza della famiglia Bisol nel cuore storico della zona di produzione del Prosecco, ovvero il territorio denominato “Chartice” – l’attuale e prestigiosissima collina di Cartizze – si ritrovano già a partire dal XVI secolo.