“ A’ figlia d’ò Marenaro”

di Patrizia Zinno

Assunta Pacifico è una donna di prima scelta, oggi al timone dell’ “ A’ figlia d’ò Marenaro”. Si racconta con un filo di emozione negli occhi ed i suoi ricordi  mettono in scena le difficili condizioni nelle quali viveva con la sua famiglia quando era bambina. A quel tempo la serenità economica mancava e coinvolgeva l’intera famiglia che spesso era costretta ad adattarsi a situazioni non facili. Una povertà sofferta dove l’arte di arrangiarsi è ciò che mette in luce la straordinaria capacità di innovazione, di reagire alle emergenze, trasformandole in occasioni, unici mezzi per sopravvive.

Le sue origini e le tradizioni familiari sono la sua linfa vitale che Assunta proietta ed investe nelle generazioni a venire. Ha avuto l’opportunità di sognare e di lottare per suoi sogni e questo è stato possibile grazie al forte legame con il padre, un uomo speciale, il  pilastro fondamentale nella sua formazione di donna. Da piccola le ha insegnato cos’è la forza, che l ‘ha aiutata a definire la sua personalità e soprattutto ad amarsi. A 7 anni già lavorava nella piccola “puteca” di famiglia “ O Marenaro” a Porta Capuana, pulendo cozze su una cassetta di birra peroni.  Nel 1955 il Papà Raffaele era conosciuto come “Papucc ‘o Marenaro” era famoso per la tazza “ e bror è purp”. E’ stato il suo maestro di vita, permettendole di vedere il mondo del lavoro da vicino e a farle capire che le abilità sono le migliori armi per incoraggiare ed a vivere emozioni, indispensabili per fare di una figlia una donna forte e pronta ad affrontare la vita. Una base che con il passare del tempo, le ha attivato ammirazione ed anche motivo di ispirazione. Oggi dopo la povertà di cui ha sofferto, dirige in prima fila un’attività conosciuta in tutto il mondo, che ha catturato l’attenzione della stampa. Su Facebook, ci sono più di 8mila fan della  ” figlia d’ò Marenaro” che aumentano la conoscenza e la diffusione di uno dei templi del sapore più amati della città. Con più di 60 collaboratori tra camerieri, chef e addetti ai lavori, porta Avanti una realtà in costante crescita grazie a tanta passione, una famiglia unita ed un lavoro di squadra, fatto di piccole attenzioni.

Assunta Pacifico indossa con femminilità l’abbigliamento maschile di un affascinante marinaio, non è solo il capitano di una nave che ha sempre più il vento in poppa, ma è l’esempio della forza straordinaria. La vera protagonista capace di descrivere con parole amorose una vita dura e rivendicarla oggi, con sguardi e parole che non si dimenticano facilmente. L’amore per il lavoro, appassionante, in un ambiente professionale tipicamente maschile, l’ha resa leader, quanto basta per raccogliere una sfida che all’inizio sembrava insuperabile. Oltre ad avere competenze tecniche eccezionali in cucina, la sua passione è una sorta di missione a 360 gradi che la porta ogni giorno al miglioramento continuo delle aspettative. Una continua ricerca tra innovazione ed eccellenza delle materie prime, hanno portato il suo locale “a’ figlia d’ò Marenaro” a Via Foria, ad essere non solo un punto di riferimento per la tradizione napoletana culinaria del giovedì Santo con la zuppa di cozze, ma una location effervescente dove ingredienti di qualità ed ospitalità curata si incontrano e nello stesso tempo, si può mangiare pesce fresco in una indimenticabile atmosfera di casa.

Assunta: -  Sono cresciuta in un ambiente con possibilità economiche molto ridotte. Tuttavia non mi è mai mancato nulla, poiché mi hanno insegnato che anche se poco, ha un valore inestimabile e che dividerlo con gli altri ti arricchisce. Ecco questo era il concetto fondamentale, che mio padre mi diceva sempre: “fai qualsiasi cosa che ti senti di fare, ma non ti dovrai mai  vergognare di te stessa … solo la disonestà porta vergogna”. Amo la mia Napoli, una città dai mille eccessi. Sono cresciuta legata a tutti i ricordi più belli della mia infanzia, che mi hanno insegnato tanti valori diversi e profondi. Oggi affiancata da mio marito Nunzio Scicchitano, sto insegnando questi valori  anche a mio figlio Giuseppe ed alle mie figlie Maria e Carmela. Cucinare è la mia vita e sono attenta a creare piatti pieni di storia e tradizione partenopea. E’ un’attività a conduzione familiare, dove la cucina e la sala si incontrano prima del servizio in una sfida tutta infuocata. Potrà sembrare un dettaglio di poco conto, ma restituisce con coerenza l’atmosfera che il cliente può respirare nel mio locale. Dalla Figlia del Marenaro si è tra amici, ci si sente a casa, in un ambiente intimo e accogliente. Il mio slogan è- Se dovete parlare male della Figlia do” Marenaro, esagerate-                                 

Tutta la mia passione ruota intorno alla mitica zuppa ‘e cozzeche, apprezzata dai napoletani buongustai ma soprattutto dai turisti che mi vengono a trovare. La mia zuppa di cozze è un’esperienza unica con ingredienti freschi e una cottura sapiente che sono il fiore all’occhiello della mia cucina. In realtà è una composizione di mare abbastanza complessa, che si porta dietro le vongole, taratufi, scampi, cannolicchi, polpo, sconcigli e taralli a cui si aggiunge un mio “segreto rosso“, ovvero una salsa piccante ricca di peperoncino, che arricchisce questa pietanza mediterranea.

  

A Figlia d’ò Marenaro ha meritato un riconoscimento da parte dell’ Università Federico II di Napoli con una certificazione di qualità per la famosa Zuppa di cozze. Un grande onore per il Ristorante di “Assunta” conosciutissima a Napoli e in tutta Italia, una di quelle donne che  hanno una marcia in più. Donne che sono capaci di mantenere sia la propria femminilità ed identità personale, che assicurare risultati eccellenti ed una specifica cura per il proprio lavoro, caratteristiche che permettono di mantenere alto il livello di benessere dei collaboratori e nello stesso tempo portare avanti con forza la propria azienda

www.afigliadomarenaro.it