‘A VARCHETELLA

di Renato Aiello

Ci sono cognomi che raccontano una storia, a volte anche fragilità e difficoltà e a Napoli il cognome Esposito non è da meno. Legato da secoli alla tradizione della ruota degli esposti e al destino di trovatelli e orfanelli, Esposito e il similare “Degli Esposti”, per dirla come in “Matrimonio all’italiana”  rappresentano una “bella galleria di antenati”.

Il concetto della mancanza e delle radici sparse può essere superato e assorbito di conseguenza nel sentimento di una grande famiglia, fatta di saperi, eccellenze e talenti diffusi. Proprio l’idea di famiglia ha suggerito al vecchio panificio Esposito situato in Via Tribunali 57 ai Decumani, nel cuore di Napoli, il cambio di nome in “Fattoria degli Esposti”, un locale dove è presente addirittura una piccola ruota con la statuina di un bambino deposto in fasce.

“La fattoria è comunità, è stare insieme, è famiglia e dopo la nascita dei gemelli ci è sembrato il nome più adatto per la nostra piccola impresa”, spiegano i coniugi Fabiana e Maurizio Esposito, che a novembre scorso hanno lanciato un nuovo street food con una grande inaugurazione al centro storico. La Varchetella, questo il nome della novità presentata alla stampa e a un folto pubblico accorso per l’occasione, ha preso forma prima nella mente di Fabiana, anima e motore della “Fattoria Esposito”, per poi veleggiare in cucina al piano superiore e prendere finalmente il largo sul bancone del negozio, in bella esposizione per i clienti e i turisti che affollano l’antica strada dei Tribunali.

Una barchetta di pane scavata nella mollica e ripiena poi di farce “gourmet” ai vari gusti: fonduta alla birra con polpette e taralli sbriciolati, salsicce e friarielli, pasta e patate, fagioli alla messicana, soffritto napoletano e fagioli e scarole. Napoletanità e ispirazioni internazionali per una contaminazione di sapori che non lascia indifferenti. Un’ottima soluzione per un pasto veloce nella patria del cibo di strada, che recupera la vocazione fornaia dei panificatori napoletani e la sposa con le ricette più tipiche e conosciute del nostro patrimonio enogastronomico.

Prodotti di prima qualità, farine uno e doppio zero provenienti da grani Made in Italy, di Caserta per la precisione, e lievito madre per offrire alla clientela pizze rustiche, tocchetti e taralli di vera sugna e pepe (‘nzogna e pepe), tarallini all’olio e dolci come i roccocò, i taralli dolci nasprati al gusto pistacchio, limone, cacao e peperoncino, i biscotti con cioccolato, fino ai deliziosi quaresimali. A tutti questi manicaretti della cucina napoletana da un paio di mesi si è aggiunta anche la Varchetella, servita con due vele di pane in una confezione di palma biodegradabile (altro piccolo e importante pregio il packaging infatti) e forchettina.

Il lampo di genio è venuto alla dolcissima Fabiana, accogliente e premurosa mentre serve le mitiche barchette – veliero e racconta la sua storia, tagliando il classico sfilatino di pane col coltello. Lo sfrido risultante dal taglio ha acceso l’immaginazione della signora, che ricorda come la Fattoria degli Esposti, oltre a questo takeaway gustoso e più recente, propone anche un menu fisso di gastronomi tra insalate, taglieri di salumi e formaggi al pari di una piccola tavola calda. Un ristoro da provare assolutamente, girando per le bellezze storiche e architettoniche dell’antica Partenope.

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