MANGIAFOGLIA

di Carmen Guerriero

“Mangiafoglia” era il termine- non senza una punta di ironica distanza – in voga tra il Cinquecento e il Settecento italiano con cui si soleva indicare i napoletani per l’abitudine, dettata dalla necessità dell’epoca, di mangiare verdure, in particolare broccoli , del che anche l’appellativo di “magnavroccoli”.

Mutuandone nome e concept, nel 2014 il patròn Ing. Stefano Civita ha aperto il ristorante Mangiafoglia, in via Chiaja a Napoli, prendendo spunto dalla tradizione vegetariana e dalla straordinaria capacità di risorsa dei napoletani, che, fino all’avvento della pasta, hanno dovuto destreggiarsi tra piatti a base di ortaggi e verdure del Vesuvio e dei Campi Flegrei per la sopravvivenza.

Anche il menu si destreggia tra trionfi di verdure e ortaggi della grande tradizione napoletana e mediterranea, utilizzando prodotti d’eccellenza anche di altri paesi mediterranei e orientali, Presìdi Slow Food, olii extra vergine di assoluta qualità e altri unici prodotti dop e igp da agricoltura biologica. A pranzo si può mangiare con circa 10 euro, mentre a cena si spendono circa 30/40 euro.

A dirigere la brigata di cucina, da poco tempo, c’è Costanza Fara, chef di origine sarda, che  realizza interessanti piatti fusion tra tradizioni culinarie di Campania e di Sardegna, proposti in occasione del nuovo menù presentato alla stampa.

Nella carta dei vini, proposte interessanti e territoriali, come i vini di Tenuta Cavalier Pepe, azienda irpina di Luogosano (AV), guidata dalla dinamica Milena Pepe che vanta un’importante selezione di etichette, tra cui Bianco di Bellona, Coda di Volpe doc 2017, Lila Irpina, Falanghina doc 2017, Refiano, Fiano di Avellino Docg 2017, espressioni di un territorio straordinariamente vocato.

Ogni giovedì il ristorante propone il “Mangiafoglia on stage”, un programma di appuntamenti culturali e musicali per appassionati e cultori di buon cibo e della buona musica, conmusica jazz dal vivo e menu speciali.