SCHOLA ARMATURARUM

di  Mario Cardone

Le ultime ricerche hanno dimostrato che l’edificio denominato “Schola Armaturarum” nel Parco Archeologico di Pompei era presumibilmente il luogo di convegno di un’associazione di ex combattenti e reduci delle campagne militari dalla colonia vesuviana al seguito di Roma, non una sala d’armi. La sala che affaccia con trofei d’Armi su via dell’Abbondanza era probabilmente riservata a conviviali che celebravano trionfi d’armi e ne rinverdivano i ricordi nella goliardia militaresca nel banchetto allietato da cibi gourmet preparati per i camerati a base delle specialità dell’area mediterranea ed accompagnati da vino rigorosamente del Vesuvio.

Una manifestazione gastronomica di piena continuità mediterranea all’origine dell’omonima dieta che si avvale della rinomanza dei prodotti di base rappresenta il risultato di scavi e ricerche parallele col restauro della Schola Armaturarum, pezzo di storia eroica degli gli scavi archeologici vesuviani novecenteschi. Il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, venerdì 4 dicembre ha illustrando il risultato delle recenti ricerche svolte sul piano dell’intervento multidisciplinare, ha messo in evidenza il significato del ritrovamento di anfore di varia provenienza mediterranea, rinvenute nelle stanze retrostanti la sala principale.

Una vera propria dispensa al servizio della preparazione dei banchetti, considerato che nei dolia sono state trovate tracce di cibo che il laboratorio di Ricerche Applicate del Parco ha fatto analizzare da laboratori specializzati. La anfore sono di origine cretese, sarda, nord-africana e betica (provincia dell’Andalusia) oltre a diverse anfore locali dressel, vale a dire contenitori da asporto con anse bifide, gomiti arrotondati e il corpo affusolato a cilindro, delimitato nettamente tra collo, spalla e pancia.

Il grano (per il pane) proveniva dall’Africa settentrionale o dalla Sicilia, la salsa di pesce dalla Spagna, il sale dalla Sardegna, la frutta secca da Creta mentre il vino (contenuto nei dressel) arrivava dai vigneti locali. L’associazione che aveva sede nella Schola doveva essere una di quelle che Nerone fece chiudere perché implicata nei fatti di sangue del 59, collegati alla cruenta rissa tra pompeiani e nocerini nell’Anfiteatro capitata durante uno spettacolo di gladiatori.

 

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