SERROCROCE  Dai campi alla bottiglia

di Carolina Storti

Monteverde, in provincia di Avellino,  domina dall’alto una valle dell’Appennino campano, tra il torrente Osento e il fiume Ofanto. Qui il Birrificio Artigianale Serrocroce, si fatto conoscere negli anni per i suoi prodotti di qualità e apprezzare per i sani principi su cui sono nati.

Il titolare Vito Pagnotta ci concede un’intervista per raccontarci del suo sogno divenuto realtà.

 Birra artigianale, ma con una marcia in più?

-La marcia in più è il suo territorio di appartenenza, Monteverde e l’Irpinia, non solo luogo di collocazione degli impianti di produzione ma, soprattutto, luogo di coltivazione della materia prima.

Serrocroce è, infatti, un’azienda agricola, oltre che per il fatto di possedere terreni, anche perché lo stesso birrificio è inserito all’interno di un contesto agricolo. Prima azienda in Campania a produrre birra artigianale partendo da un principio di filiera corta.

Da imprenditore agricolo come è nata la sua passione per la birra?

-Il forte legame con la terra lo sento da quando ero bambino; nasco e cresco in una famiglia di contadini e nella zona dell’Irpinia più dedita alla coltivazione dei cereali. All’età di 14 anni parto per Avellino, studio all’Istituto Tecnico Agrario F.De Sanctis, conseguo, poi, la laurea in Scienze Agrarie e un Master all’estero, a Brussel, in formazione imprenditoriale in agricoltura, è qui che mi confronto con grandi maestri della birra, accentuano la mia attenzione verso questo prodotto e facendo cullare in me un sogno.

Poi il mio progetto prende forma nel 2011, dopo quasi vent’anni di studi ed esperienze. Decisi di convertire l’azienda cerealicola di famiglia destinandola principalmente alla produzione di orzo, grani antichi e spezie, ingredienti delle birre Serrocroce, con un impianto di produzione situato in un garage di soli 60 mq. La richiesta di birra in poco tempo è aumentata, oggi siamo in una struttura più grande, che, oltre ad essere sito produttivo, è anche luogo di degustazioni e appuntamenti per avvicinare e far conoscere la nostra filosofia aziendale.

Quali le differenze tra birra agricola e birra artigianale?

-La birra agricola è prodotta da un’azienda agricola, con un ciclo produttivo, quindi, basato sul principio della filiera corta, per cui le materie prime utilizzate provengono da produzioni agricole aziendali, le fasi di coltivazione nei campi e produzione della birra sono controllate direttamente dall’azienda; cosa che non accade per gli altri birrifici artigianali che acquistano da terzi le materie prime per produrre birra.

Che tipo di impianto di produzione utilizzate?

-Utilizziamo un impianto di produzione innovativo, con serbatoi termocondizionati che garantiscono la giusta temperatura per le diverse fasi di stoccaggio della birra, automatizzato con la possibilità di monitorare la qualità del prodotto in ogni fase produttiva.

Quali sono i punti critici nella produzione della birra agricola?

-Ovviamente dobbiamo fare i conti con gli agenti atmosferici, il raccolto potrebbe, in condizione metereologiche estreme, andare perso. Si pensi alle forti grandinate di qualche anno fa che hanno danneggiato parte dei nostri campi. Siamo contadini prima che birrai e quindi sotto al cielo.

Quante tipologie di birra producete?

-Produciamo 5 tipologie, Chiara e La fresca che sono due Blonde Ale;  Ambrata ispirata allo stile delle Amber Ale e due Saison, la Granum, che ha due ingredienti speciali: coriandolo e grani antichi, e la Armando, ultima nostra produzione, nata da un progetto in collaborazione con Pasta Armando del Pastificio De Matteis di Flumeri, prodotta con grano duro 100 % italiano.

Qual è la birra Serrocroce che più vi rappresenta?

-E’ senza dubbio la Granum, frutto di un progetto molto lungo, appartenente allo stile Saison delle fattorie belghe, una birra che grazie all’utilizzo di altri ingredienti di origine aziendale, quali il coriandolo ed il Senatore Cappelli, racchiude benissimo il principio della filiera agricola corta e che per il suo profumo e aroma speziato la rende un prodotto di enorme valore.

Progetti nel cassetto per il futuro di Serrocroce?

-Uno dei progetti più importanti è il Luppolo. Abbiamo avviato negli anni scorsi, in via sperimentale, alcune coltivazioni. Non vogliamo mai improvvisarci nelle cose che facciamo, abbiamo prima studiato bene, oltre che la fattibilità del progetto, anche le tecniche di realizzazione e coltivazione del luppolo e presto questo progetto prenderà forma con un vero e proprio impianto di coltivazione.