Al PUB di Saro Caminiti

di Cris Lozio

Uno dei grandi appuntamenti gourmet della città peloritana a cui non si può assolutamente mancare, è quello con il PUB del maestro pizzaiolo Saro Caminiti. Siamo in via Tommaso Cannizzaro, una strada alberata del centro storico, dove la movida del fine settimana, si stende a tappeto spalmandosi tra i vari locali del “Food” più modaiolo. Ma se passeggiando, ne trovate uno dove la fila è tutta la settimana, allora avete trovato il PUB sopra indicato. Da tempo gira voce che in questo PUB pizzeria, puoi mangiare la vera pizza napoletana; noi non abbiamo voluto indugiare più di tanto e siamo andati a trovare Saro nel suo mitico locale.

Saro ci accoglie con un grande sorriso, ci racconta un po’ del suo lavoro di pizzaiolo, ma anche del suo locale pieno di storia: -Qui la storia siamo noi!- dice -Mio padre aprì il PUB nel lontano 1983, in questa città siamo stati dei pionieri, e oggi, da quando sono io a gestirlo, l’ho trasformato anche in pizzeria.-

-Ho sempre avuto la passione degli impasti, tanti gli anni trascorsi ad affinare ed apprendere nuove tecniche, dedicando tanto tempo allo studio dei lieviti per trovare il giusto equilibrio e per dare un carattere tutto personale all’impasto che propongo nelle mie pizze, con biga e lievito madre.-

Saro, quanto tempo matura il tuo impasto?

-In genere 48 ore, usiamo farine di tipo 2 con germe di grano non trattato termicamente a bassa presenza di glutine.-

-Il topping lo prepariamo con prodotti di garantita qualità, come il San Marzano, le mozzarelle artigianali, il fiordilatte freschissimo, verdure locali preparate e trasformate qui nella nostra cucina dal nostro chef.-

Saro, ci hai davvero incuriosito tanto, abbiamo le narici piene di meravigliosi profumi, cosa ci fai assaggiare?

-Delle pizze classiche del nostro nuovo menù, la “Margherita” (dove nella sua semplicità emerge la maestria del pizzaiolo) la “Piccantina” con datterino giallo, salamino piccante, fiordilatte, erba cipollina, battuto di peperoncino, olio evo; ma soprattutto il nostro cavallo di battaglia, il calzone ripieno, che ci da sempre grandi soddisfazioni.-

Devo dire che alla vista, in uscita dal forno al legna, le pizze sono davvero invitanti come lo è il profumo persistente. Il calzone viene preparato con grande sapienza, in un primo momento viene farcito con straccetti di mozzarella di bufala pomodorini ciliegino tagliati a quarti e basilico, una volta sigillato, si guarnisce sopra con mozzarella di bufala tagliata a cubettoni e va in forno per qualche minuto giusto il tempo per fare sciogliere i formaggi, in uscita viene rifinito con pomodorini rossi confit, datterino giallo marinato, prosciutto crudo, olio evo e ancora una mozzarellina a chiudere.

Le pizze hanno il cornicione alto ed alveolato, come si conviene in una pizza di tipo partenopeo, la parte centrale bene amalgamata tra gli ingredienti morbita con la giusta umidità a miscelarne i sapori del pomodoro e del fiordilatte. Al morso, un vero viaggio a Napoli, il sapore proprio quello che ci si aspetta da una verace napoletana, impasto dalla giusta consistenza, morbito ma non elastico, insomma si scioglie in bocca. Il “calzone” (o pizza imbottita da forno), accarezza con prepotenza l’eccellenza, ad ogni morso ti manda in Paradiso. Un insieme di profumi e di sapori, che ti esplodono in bocca, facendo si che ad ogni boccone, cerchi con voracità il successivo, in un “continuum” che vorresti non finisse mai.

Siamo rimasti davvero soddisfatti dalle “creature” gourmet del maestro Caminiti, non ci aspettavamo una così grande attenzione sia sugli impasti, davvero digeribilissimi, e sia sui prodotti del territorio, valorizzati sapientemente al massimo delle loro peculiarità.

Una menzione speciale va fatta per una pizza che vuole essere davvero l’espressione più alta del territorio dei Nebrodi, la pizza “Il Vecchio Carro” preparata con la porchetta del Suino Nero, a cui va il nostro plauso, un bravo di cuore al maestro Saro Caminiti per la sua grande professionalità e lungimiranza nella scelta di prodotti veramente eccellenti che sono lo specchio di una cultura gastronomica millenaria.

Grazie di tutto “maestro”, torneremo a trovarti molto presto per riassaporare tutte queste meraviglie che sogniamo già con nostalgia!