FUTURE FOOD

Dott.ssa katya Tarantino

-biologa nutrizionista

Non esiste nessun settore che viva attualmente cambiamenti così dinamici come quello dell’alimentazione. Sempre più spesso sono le “richieste” dei singoli, le voci fuori dal coro, i gusti personali, a diventare il punto di riferimento per le aziende attive nella filiera alimentare. Il mondo dei consumi accetta le nuove sfide che arrivano dai contesti più insoliti e dalle “nicchie”, per ripensare processi e dinamiche di produzione, inventando alternative commerciali e di business: nuove tecnologie e metodologie di produzione del futuro da un lato e cultura alimentare tradizionale dall’altro. Il web, i social network e tutto il mondo digitale hanno curiosamente amplificato questa tendenza, in una alleanza paradossale tra innovazione e conservazione. Antipasto di cavallette, zuppa d’alghe e, come secondo, un hamburger artificiale alla griglia. State storcendo il naso? Eppure dovremmo abituarci a simili menù. Secondo stime delle Nazioni Unite, per alimentare i 2 miliardi e mezzo di persone in più che, in base ad alcune previsioni, popoleranno la Terra nel 2050, bisognerà raddoppiare la produzione mondiale di cibo, ridurre gli sprechi e sperimentare generi alimentari… “alternativi”. Ecco che cosa potremmo ritrovarci sotto ai denti.

Spuntini a sei zampe: secondo gli scienziati il cibo del futuro sarà composto proprio da vermi ed insetti. Ottima fonte di proteine animali, una delle prime usate dall’uomo. La Fao ha promosso un programma per incoraggiare l’allevamento degli insetti. Ecologici, abbondanti, nutrienti e, a quanto pare, anche buoni. Se si pensa che due chili di mangime servono a produrre un chilo di insetti, contro gli otto chili di foraggio necessari per un chilo di carne di manzo. Gli insetti sono molto nutrienti, hanno un alto contenuto di proteine, sali minerali e grassi. Visto che esistono oltre 1900 specie di insetti commestibili, nel 2030 si ipotizza che potrebbero essere sfamate oltre 9 miliardi di persone. Sarà solo una questione di abitudine? Mangeremo tutti gli insetti come già succede in alcune parti del mondo?

 

Insalata… di mare: far fronte alle necessità di un pianeta sovrappopolato con le risorse attuali appare poco verosimile.  Le terre coltivabili sono sempre meno, l’acqua pulita scarseggia, i pesci a rischio estinzione abbondano e un miliardo di persone soffre, già ora, di denutrizione cronica. Per garantire cibo a tutti i futuri abitanti della Terra occorrono nuovi modi di ripensare agricoltura, sfruttamento dell’acqua e allevamento. E nuovi alimenti, come le alghe.
La maggior parte di noi ha assaggiato al massimo quelle avvolte intorno al sushi. Eppure in Cina e Giappone questa “insalata di mare” è una portata diffusa, ricca di grassi, olii e zucchero, da usare come accompagnamento in zuppe e piatti unici. Alla base della catena alimentare, le alghe rappresentano il vero motore verde della tavola del futuro. Crescono sott’acqua praticamente in tutte le condizioni ambientali, con grande facilità e senza sottrarre prezioso spazio agricolo agli ortaggi. Il loro potenziale alimentare è soprattutto indiretto: sostituendo le attuali coltivazioni di piante destinate alla produzione di biocarburante (come mais, barbabietole e canna da zucchero) con distese di alghe, si risparmierebbe terreno da utilizzare per produrre altro cibo.

Tanto di cappello:Se il pensiero di una cavalletta sotto i denti vi fa venire i brividi, immaginate allora l’effetto di un boccone gelatinoso sulla forchetta. Fa impressione, ma è quello che potrebbe accadere se andremo avanti a pescare in modo sconsiderato causando la scomparsa di specie ittiche e lo squilibrio della catena alimentare marina. Le nicchie ecologiche lasciate vuote dai pesci sono, secondo gli esperti, rimpiazzate rapidamente dalle meduse, e il boom di creature in gelatina delle ultime estati sarebbe stato causato proprio dall’overfishing. Senza tonni e sardine alle calcagne le meduse sono libere di proliferare. Speriamo non sulle nostre tavole, almeno per un po’.

Vitamine fatte in casa: i germogli sono un cibo del passato da ripotare nel presente. Tra gli alimenti più ricchi di vitamine e sali minerali, dovrebbero far parte di ogni dieta salutare ed equilibrata.  La maggior parte dei germogli sono commestibili e possono essere coltivati in proprio. Pronti in pochi giorni, possono diventare in breve una sana abitudine alimentare, un risparmio sulla spesa grazie all’autoproduzione ed un tocco originale per piatti e bevande.