KBIRR

di Patrizia Zinno

La birra è di fatto una delle più antiche bevande al mondo e l’utilizzo risale alle civiltà più antiche e sembra che la prima traccia di questa bevanda risalga addirittura a ben 7000 anni fa all’interno del territorio che oggi viene chiamato Iran. Intorno al XV secolo la birra iniziò a diventare una bevanda prodotta all’interno di piccole imprese e anche monasteri visto che veniva preparato da un mix di ingredienti per lo più naturali. Era una bevanda a base di farro e segale che era una prima prova della birra, consumata dagli etruschi. Poi nel periodo dei romani vide sicuramente un calo nei consumi visto che veniva preferito di gran lunga il vino.

Il suo mercato globale in Italia sta mostrando importanti segnali di risveglio, un crescente interesse nei confronti dei prodotti artigianali. Nel 2016 i consumi sono aumentati dell’1,6% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la soglia dei19 milioni di ettolitri e dopo anni di immobilità causati dalla crisi economica, ora il suo mercato sembra ripartire, mostrando un trend migliore rispetto a tanti altri segmenti del settore alimentare. La birra sta entrando sempre più nell’uso quotidiano del popolo italiano che ricerca sempre di più una maggiore varietà di gusti e sapori sopratutto durante i pasti, ormai una consolidata caratteristica italiana. Anche nell’ambito dell’intera filiera, le aziende produttrici comincino a dare segni di vitalità e nello stesso tempo hanno portato innovazione, partendo dalla tradizione, ma soprattutto riscoprendo ingredienti genuini che vengono dal nostro territorio.

Ci troviamo a Casa KBirr a Torre del Greco, nel nuovo locale di Fabio Ditto, per conoscere un giovane imprenditore molto brillante, esperto conoscitore, ideatore ed importatore delle sue famose birre artigianali partenopee, ma anche grande amante dell’arte contemporanea. E’ General manager di Loco for drink, la sua azienda che, da vent’anni sul mercato, è leader in Campania, conosciuta per l’importazione e distribuzione di birre di marche nazionali ed internazionali con una particolare attenzione alle produzioni di micro birrifici a lavorazione artigianale.

Da questa esperienza nasce successivamente il progetto di produzione KBirr, in dialetto Che Birra, un brend di grande successo, un omaggio alla sua amata Napoli, che in poco tempo ha conquistato i palati più fini, chef stellati, pizzaioli di fama e tantissimi cultori della birra di qualità. E’ la prima birra made in Naples, che con enormi soddisfazioni sta sfidando a piccoli passi, prestigiosi marchi nazionali ben più forti e per i napoletani è la birra ufficiale di San Gennaro, dal gusto miracoloso. Casa Kbirr è un locale molto colorato e raffinato curato nei minimi dettagli, che mescola il design moderno e contemporaneo alla storia, arricchito dalle opere in legno dell’artista Eddy Ferro, che riprendono le etichette delle tre birre made in Naples ed hanno il posto d’onore  nel nuovo locale.

Un nuovo glamour insieme all’amico socio Ciro Scognamiglio, che mescola la tradizione alla voglia di sperimentazione e al colore dei suppellettili. Niente è escluso: legno, pelle, tessuti, eco-plastica, acciaio e non solo, si mischiano insieme grazie alla curiosità per i materiali, tutto al posto giusto per rendere il posto affascinante ed accogliente possibile. E’ un posto molto apprezzato dai giovani, dove si può gustare la tipica cucina napoletana, taglieri di formaggi, panini spettacolari, carni e tanti primi piatti tradizionali come la pasta e patate con la provola, gli ziti con la genovese, il baccalà fritto, le polpette al ragù,  le frittatine di maccheroni, tutto con della profumata birra della casa.

Dal bancone del bar,come un barman di successo, Fabio ci presenta le sue birre creature e ci invita a degustare, coinvolgendo tutti i sensi, in particolare la vista, l’olfatto ed il gusto. Cinque in commercio attualmente Natavota, Natavota Red, Jattura, Paliat e Cuore di Napoli, che evocano icone e usanze tipicamente partenopee, da San Gennaro al corno scaramantico. La sua prima birra è stata, la lager non filtrata, Natavot che celebra in etichetta la figura del nostro amato Patrono- San Gennaro- ed al miracolo che si rinnova annualmente. La sua etichetta è divenuta ormai inconfondibile, ottima per accompagnare le insalate, grazie alla sua piacevolezza di birra fresca e leggera; poi c’è la Natavota, Red, una Strong Ale prodotta con metodo artigianale, non filtrata e non pastorizzata dal colore ramato intenso e dal retrogusto armonioso e speziato; la Jattura è una Schotch Ale, che sposa bene i sapori e gli aromi della zuppa di fagioli e cozze; la Paliata, una Imperial Stout, con la impepata di cozze; Cuore di Napoli, una American Pale  con cuore leggero e luppoli esotici, che può accompagnare un primo come gli Spaghetti alla Nerano, in produzione ed edizione limitata, con un cuore pixellato in etichetta.

Fabio: produrre a Napoli per me è una grande sfida che mi invoglia ogni giorno a fare sempre di più e a far conoscere questa bevanda nel mondo ma soprattutto la mia città Napoli, con la sua storia ed la sua cultura giovane,  infatti il mio slogan è #drinkneapolitan, ossia bevi napoletano. Sulle nostre 5 referenze sono state prodotte con delle materie prime di qualità con luppoli scelti in base alle loro caratteristiche aromatiche e provengono dalla Germania, dalla Slovenia, dall’Inghilterra, dagli stati uniti e dalla Nuova Zelanda. Successivamente hanno preso il via diverse sperimentazioni su un piccolo impianto pilota curate dal nostro Mastro birraio Achille Certezza. Le prove poi sono state fatte assaggiare sia ad esperti del settore che a comuni consumatori e poi sono andate in produzione. Trasmettere la mia passione e il mio  entusiasmo sono gli aspetti di questo lavoro che maggiormente mi gratifica. In tema di degustazione, metto “anima e corpo” e sono orgoglioso che i miei clienti apprezzano la qualità. E’ facile che ci esaltiamo davanti ad una grande birra che può riservarci brividi ed emozioni indimenticabili, perché degustare è una vera arte che implica il coinvolgimento di tutti i sensi, in particolare la vista, l’olfatto e il gusto…è un momento di piacere a tavola

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