MERCATO POMPEIANO Dove s’incontrano i sapori d’Italia

di Marco Pirollo

Il mercato, che allora veniva chiamato “macellum”, era sicuramente uno dei luoghi più importanti e vitali della Pompei di duemila anni fa: la città, dedita quasi interamente al commercio aveva in quest’area a ridosso del Foro, centro della vita civile, religiosa e commerciale, un punto privilegiato per la compravendita di prodotti alimentari e di utilizzo quotidiano.

E come può il mercato dell’antica Pompei ispirare la filosofia gastronomica di un ristorante contemporaneo che fa dei prodotti di qualità il suo punto di forza? La risposta è più semplice di quanto si creda, perché così come il macellum rappresentava il luogo dove si potevano trovare tutte le eccellenze dell’Impero selezionate dagli antichi mercanti, così oggi “Mercato Pompeiano, la Dispensa e la Cucina” – il ristorante lanciato circa un anno fa da tre imprenditori e amici, Gaspare Coppola, Giovanni Malafronte e Carlo Mauriello – vuole essere il luogo in cui possono trovare spazio le eccellenze gastronomiche Made in Italy. Perciò le selezioni di vini, carni, salumi e formaggi arrivano da tutta Italia.

Un concetto, questo, ribadito anche nel logo, dai tre cerchi concentrici che richiamano la mensa ponderaria del macellum, un vero ufficio “pesi e misure” ante litteam, con il compito di garantire il rispetto delle unità di misura e la correttezza delle transazioni tra mercanti. Come avveniva nel mercato di un tempo tra acquirente e venditore, inoltre, da “Mercato Pompeiano” non ci sono divisioni: la dispensa e la cucina sono a vista, con la possibilità anche di acquistare gli stessi prodotti impiegati nei piatti. Va quindi sottolineato che il riferimento all’antica Pompei (appena richiamato anche nei pavimenti e nelle pareti del locale) è solo concettuale, una sorta di omaggio ideale alla cultura delle radici, perché “Mercato Pompeiano” è in realtà un ristorante moderno e al passo con i tempi, in cui si esalta la cucina italiana dei giorni nostri, anche grazie ai particolari tipi di cottura impiegati, di ispirazione antica.

C’è il forno Josper, che unisce i vantaggi del forno a quelli di una griglia, e il Kamado, un forno interamente in ceramica di forma ovale, che si caratterizza per la grande versatilità d’uso. Qualche piatto proprio da non perdere? Almeno tre. I fusilloni monograno bio con pomodorini gialli di collina, alici di Menaica e stracciata di bufala; il filetto di fassona piemontese con sbriciolato di pistacchio di Bronte su crema di mortadella pavana Igp biologica; la millefoglie di melanzana indorata e fritta, con mozzarella di bufala, pesto di basilico e pomodori di collina.

Magari, facendo precedere il tutto dalle polpette (fritte, al sugo, con crema di radicchio, ai funghi, in salsa tartufata o con fonduta).

www.mercatopompeiano.it

Attachment

IMG_0180