CROMIE DI ARTE E GASTRONOMIA

di Annamaria Parlato

Maiori, splendida cittadina della Costiera Amalfitana, oltre ad essere rinomata per il suo lungomare e il suo chilometro di spiaggia sabbiosa, è anche famosa per l’ importantissimo patrimonio culturale e soprattutto per le specialità enogastronomiche. Come alcune località della Costiera anche Maiori è conosciuta per le sue dolci leccornie, di origine conventuale: i sospiri al limone e le melanzane al cioccolato. I sospiri o tette di monaca, piccoli dolcetti di pan di Spagna con crema e naspro al limone, su ordinazione si riescono a reperire tutto l’anno nelle pasticcerie locali, al contrario sono proprio le melanzane ad essere introvabili perché vengono consumate soltanto in due periodi dell’anno: a Ferragosto e nella terza domenica di novembre in occasione dei festeggiamenti della “Maronn ‘e Nott”.

Questo dolce alle melanzane la cui origine si perde nella notte dei tempi, quando gli Arabi invasero il Mediterraneo nell’VIII-IX secolo d.C., viene realizzato in tutte le case dei maioresi in occasione della festa della Madonna Assunta, patrona di Maiori. Molto probabilmente furono le suore  del Conservatorio dei SS. Giuseppe e Teresa nella frazione di Pucara a Tramonti ad inventarle nel XVII secolo, ricoprendole inizialmente di liquore denso e aromatico, forse “Concerto”. Dopo si diffuse anche nelle altre case religiose, perfino nella penisola sorrentina, fino a quando nella sua veste moderna ha trovato come abbinamento ideale la cioccolata. Il sospiro è antico, sicuramente potrebbe risalire alla fine del XIX secolo, ma addirittura potrebbe essere uno di quei dolci conventuali, confezionato appunto dalle mani esperte delle monache di clausura.

E’ fatto di soffice pan di Spagna realizzato nella maniera classica, ripieno di delicatissima crema allo sfusato amalfitano e ricoperto da leggerissimo e trasparente naspro al limone con decorazione di ciliegia candita.

Il suo candore ricorda le sette lastre di alabastro inserite in un telaio ligneo e ciascuna di esse è sormontata da una raffinata e sottile architettura gotica a traforo, facenti parte  del paliotto raffigurante le Cinque gioie della Vergine tra i Santi Margherita e Giacomo, conservato presso il Museo d’Arte Sacra “Don Clemente Confalone”, collocato all’interno della Collegiata di Santa Maria a Mare di Maiori. Assieme al paliotto si trova anche una cassettina in osso di bue sbiancato appartenente alla manifattura della bottega degli Embriachi, attiva tra Firenze e Venezia tra il 1370 e il 1430. La cassettina raffigura una leggenda molto in voga in epoca gotica ovvero quella della “Regina Stella e Mattabruna”.

Il piccolo museo è un contenitore poco conosciuto  con un patrimonio d’incommensurabile valore artistico, costituito da oggetti, tele e arredi sacri che sono databili a partire dal XV secolo sino al XIX secolo.

 

 

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