Il vaso blu made in Pompei

di Mario Cardone

Non solo la qualità del vino riguardo ai fondi agricoli dove sono state impiantate le viti e le varietà di uva utilizzate per farlo oltre agli stessi processi di produzione sono stati da tempo oggetto di studio nella collaborazione del Parco Archeologico di Pompei con rinomate cantine come Mastroberardino. Il processo di produzione in anfora è stato recentemente riproposto dalla Winery   bosco dei Medici Pompei mentre stanno prendendo corpo iniziative tendenti a valorizzare sti li di bere il vino e di presentarlo al pubblico dei consumatori come alle fiere.

Nel campo della commercializzazione entrano in primo piano la qualità e la forma delle etichette e la forma delle bottiglie. Una recente esperienza di valorizzazione commerciale vedrà protagonista il Museo Archeologico Nazionale di Napoli che domenica 7 aprile, sarà presente al Vinitaly di Verona, in occasione dell’evento “Da Pompei al Vino Blu: due millenni di storia del vino al MANN”. Sarà un incontro, realizzato in collaborazione con le Cantine Di Meo sarà presentato il Taurasi DOCG Riserva, denominato “Vino Blu”.

L’iniziativa nasce sulla scia della ricerca multidisciplinare, volta ad analizzare le interazioni tra l’archeologia e le altre discipline. Nel caso dell’enologia, che affonda le proprie radici storiche nel Mondo antico Pompeiano offre l’immenso patrimonio formato dai reperti pompeiani che potrà essere analizzato per rintracciare l’elemento del vino nell’iconografia classica proponendo una nuova linea di raffinati prodotti enologici che darebbero spunto a rari esemplari bottiglie artistiche ed etichette pregiate con grafiche che richiamano immagini che sono icone dell’universo pompeiano.

Con marchio MANN – DI MEO, sarà proposto al Vinality di Verona il“Vino Blu”. Si tratta di un Taurasi DOCG Riserva (vendemmia 2012)nato dalle suggestioni esercitate dal “Vaso Blu”, pezzo icona dell’Archeologico. Scoperto nel 1837 a Pompei il vaso in pasta di vetro blu è un’anfora vinaria della metà del I sec d.C. decorata con una scena di vendemmia, riprodotta con la tecnica del vetro-cammeo. Una scena di tralci di vite e maschere dionisiache formano un contesto di amorini vendemmiatori che pigiano l’uva, banchettano e suonano in piena natura. Scena che fanno parte del retroterra artistico dell’Antica Pompei ed hanno ispirato l’etichetta del Taurasi Riserva Vino Blu. Iniziative del genere suscitano intuizioni legate alla commercializzazione dei vini pompeiani alla conquista di nuovi mercati esteri grazie al patrimonio di reperti che riguardano questo settore ed hanno contribuito a rendere il vino di Pompei famoso nel mondo

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immagine vino blu