OSTERIA LA LANTERNA

di Angela Merolla

Dove c’è cucina, il sano desiderio creativo è impetuoso e firma profili distintivi.

L’impegno quotidiano di chi sta ai fornelli, non smorza la voglia d’aggregazione tra chef e perchè no di confronto, tant’è che spesso eventi organizzati ad hoc mettono insieme più mani fantasiose, più chef, per raccontare filosofie , territori e le declinazioni dei migliori ingredienti.

“Le Stelle illuminano La Lanterna”ovvero la cena che ha visto gli chef patron Luisa Evangelista e Stefano Parrella dell’Osteria La Lanterna di Mugnano del Cardinale in provincia di Avellino, ospitare nella propria cucina lo chef Stella Michelin Luigi Salomone e realizzare insieme, un’interessante cena a sei mani. Primo appuntamento questo, di un ciclo di serate stellate ideate dall’altro padrone di casa Marco Ferrara, che vedrà periodicamente, chef stellati affiancarsi agli chef de La Lanterna, per offrire agli ospiti grandi emozioni gustative.

La prima serata de “Le Stelle illuminano La Lanterna”, ha visto cucine diverse tra loro fuse armoniosamente in una sequenza  di piatti molto competitivi e interessanti, per tecniche utilizzate, per selezione degli ingredienti, ma soprattutto per piacevolezza visiva e ancor più gustativa.

Non solo una collaborazione tra professionisti, ma soprattutto un momento, dove l’amicizia e il piacere di lavorare insieme ha palesato il successo della cena.

A Stefano Parrella chiedo:

-Come definiresti la cucina dell’Osteria La Lanterna? In ogni portata, cosa distingue la tua mano da quella di Luisa?

La nostra cucina è un misto tra tradizione e innovazione. Ogni piatto parte dalla tradizione per poi arrivare a tavola con tocchi moderni senza esasperazioni. Vogliamo rimanere con i sapori che ci hanno insegnato le nostre nonne. Sia io che Luisa, pensiamo gli stessi abbinamenti, gli stessi piatti da realizzare insieme e ci ritroviamo a confrontarci con identiche riflessioni.

Allo chef stellato Luigi Salomone chiedo:

-Quale filosofia di cucina ti ha portato a suo tempo alla Stella Michelin? Cos’è cambiato da allora?

 

-Sono un amante della tradizione, in ogni mio piatto c’è un ricordo un profumo e quindi mi impegno a nobilitare la cucina tradizionale. La Stella Michelin è stato un grande traguardo, la realizzazione del sogno che ho avuto da quando ho cominciato a lavorare con i grandi maestri.

Di sicuro da quel momento è cambiato quasi tutto. E’ stato un grande traguardo, una bellissima vetrina e allo stesso tempo un enorme responsabilità, che da allora mi impegna tutti i giorni a mantenere alta la qualità, ricercando di continuo le migliori materie prime e tenendomi assiduamente aggiornato.

Dalle parole degli chef, si percepisce che i punti di comunione tra loro ci sono e per l’occasione si sono ben armonizzati nei piatti. Elementi d’intesa fondamentali come, la rispettiva attenzione alla qualità degli ingredienti utilizzati di portata in portata, ma soprattutto la capacità di omaggiare i sapori nella loro pienezza, lasciando che ogni pietanza svolgesse il compito di raccontarli uno ad uno e più di tutto sorprendesse piacevolmente i  palati. Al successo della prima serata sicuramente ne seguiranno altri, con  nuove entusiasmanti letture di fusioni culinarie.

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