SALSICCIA DI PALAZZOLO ACREIDE 

di Cris Lozio

La Salsiccia tradizionale di Palazzolo Acreide è ottenuta dalla lavorazione del Suino Nero Siciliano, rappresenta un toccasana per l’alimentazione mediterranea come certifica anche un recente studio dell’Università degli Studi di Messina. Più proteine, più carboidrati, meno grassi insaturi, ricca di Omega 3 e 6, livelli di ferro doppi rispetto alle altre carni; un livello qualitativo che l’ha portata, recentemente, al riconoscimento del presidio Slow Food.

La Salsiccia di Palazzolo si ottiene lavorando carni di suino cresciuto tra Buscemi, Buccheri, Palazzolo, Noto, Cassaro e Canicattini, ma la cui trasformazione avviene solo ed esclusivamente a Palazzolo Acreide, città di antiche origini ed oggi già mèta di un turismo culturale qualificato.

Il riconoscimento parte dalla lunga tradizione norcina di Palazzolo che risale all’arrivo dei romani, che di norma viaggiavano con suini e ovini al seguito per avere sempre carne e latte a disposizione. Da allora in Sicilia, nacquero moltissimi piccoli allevamenti di suini, in particolare a Palazzolo così come in altre aree dell’isola.

Tra le diverse preparazioni, la più pregiata era la salsiccia perché garantiva un doppio consumo: si mangiava sia fresca sia essiccata. I tagli impiegati per la sua produzione sono nove: gola e guanciale, lardo, coppa, lombo o lonza, spalla, zampino, pancetta, coscia e grasso. Gli unici ingredienti aggiunti sono sale marino di Trapani, peperoncino, finocchietto selvatico dei Monti Iblei e vino rosso della Val di Noto.

Ottima se cotta alla brace o addirittura sotto la cenere, viene servita nei ristoranti locali anche in variazioni e declinazioni territoriali, come al nero d’Avola, in Agrodolce o ancora con miele d’api dei Monti Iblei.

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