Da Euthalia con e senza tovaglia

Nel panorama della ristorazione c’è una nuova discussione: un ristorante gourmet è con o senza la tovaglia?

Per risolvere questo annoso problema il ristorante Euthalia dà la possibilità agli ospiti di una doppia scelta nei suoi sette tavoli: due angolari “romantici” con sedie in posizione laterale rigorosamente con tovaglia e con una rosa bianca stabilizzata come centrotavola, mentre i restanti cinque sono nude e senza tovaglia con il legno massiccio a vista. Al momento della prenotazione si può richiedere il tavolo di preferenza, con o senza tovaglia.
La tovaglia è simbolo di eleganza e, soprattutto quelle lunghe, di materiali preziosi come il lino o con motivi a sbalzo, che coprono le gambe dei commensali, con doppia tovaglia e coprimacchia, danno un’allure di pregio anche al ristorante. Se si dispone però di un tavolo di pregio, in legno rustico o con uno stile molto moderno e di design, anche la scelta nude e minimalista sta trovando sempre più affermazione nelle tavole gourmet dei ristoranti italiani, non solo, come qualche anno a questa parte, dei bistrot.
“Solitamente le coppie giovani o gli appuntamenti di lavoro prediligono una tavola senza tovaglia, al contrario per i momenti romantici o per coppie mature una cena senza tovaglia è impensabile” racconta lo chef patron Gianmichele Galliano.

Il ristorante: 

Euthalia è una passeggiata in montagna, tra boschi, licheni e abeti in quel Monregalese che è un terra di confine, fra le Langhe e il confine francese.
Euthalia è il nome che lo chef Gian Michele Galliano ha scelto per il suo nuovo ristorante a Vicoforte, aperto da 2 anni: un “fiore che sboccia” in greco.
E proprio di fiori e erbe si parla in questa cucina estremamente territoriale, che affonda le radici nell’ambiente montano lo chef raccoglitore nasce e vive, andando ad attingere da ciò che la natura offre. Stagionalità all’ennesimo livello: in base alla reperibilità sul campo da Euthalia si trovano i pesci di fiume locali, le erbe spontanee dall’edera terrestre alla ruta, dalla foglia di camomilla all’eucalipto, all’assenzio, all’issopo, passando da muschi e licheni, funghi, legno e il terriccio stesso, che si trova infusi, estratti e adagiati su piatti dall’estetica curata. Ma anche tanti prodotti d’alpeggio come il latte, i formaggi, le patate di montagna, le radici: una stretta collaborazione con molti produttori locali.
 
Il menu: 
Dal piccolo aperitivo fatto di prato, pane con acciughe e burro
d’alpeggio, servito con un infuso al rapanello con pompelmo candito fino al pane che sa di fieno alla piccola pasticceria è tutto curato personalmente dallo chef Gian Michele Galliano.
Il suo signature è l’antipasto “Il Bosco” dove si trovano sempre oltre diversi elementi tra radici, funghi e lumache (e soprattutto in stagione molte erbe).
Tanti ingredienti della tradizione che non si trovano in carta ai ristoranti come nell’antipasto “Trippa, Lumache, Peperoncino Dolce” o “Tagliatelle di Grano Arso, Rane, Porri di Cervere”.
E oltre ai classici della cucina d’oltralpe e montana come il capriolo o la reinterpretazione del “Piccione, Legno, Fava di Tonka, Noce Moscata” lo chef recupera tagli poveri che reinterpreta in chiave gourmet, accompagnati da cereali spesso dimenticati dalle grand tables di cucina: la Scaramella di Fassona, i Legumi, le Verze o il Maialino, Orzo, Bietola.
Per dessert un’entusiasmante “Veronica: Cioccolato, Nocciola, Limone” che reinterpreta la favola della Bella e la Bestia, il balsamico “Latte, Legno, Miele” e una “montagna in un cucchiaio” con sorbetti alle erbe raccolte.
 
Lo Chef: 
 
Lo chef Gian Michele Galliano ama definirsi “autodidatta” per una passione che nasce in tenera età frequentando le grandi maison francesi, ma viene sopita con una laurea all’Accademia di Belle Arti con specifica in urbanistica e design d’interni che darà poi quella cifra stilistica caratteristica ai suoi piatti.
Ma la passione è troppo forte: inizia lavorando al ristorante “Al Rododendro” di San Giacomo di Boves con la chef Mary Barale, si appassiona di pasticceria e frequenta alcuni corsi presso la CAST Alimenti di Brescia con i maestri Biasetto, Tonti, Magni, Bau e presto apre il “Valentine”, nel paese montano dove è nato, San Giacomo di Roburent.
Nel tempo l’amicizia con chef di talento come Bruno Barbieri, Walter Einard, Valeria Piccini, Luca Montersino, Alfonso Caputo, Gaetano Trovato e Emmanuel Renaut formano maggiormente

Gli orari di Euthalia:
Pranzo: 12:30 – 14:00, Cena: 20:00 – 21:30
Apertura settimanale:
Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì, Sabato a Cena
Domenica Pranzo e Cena
Chiuso il Mercoledì



 

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