OSTERIA LA TORRE

di Fabrizio Salce

Il cibo ha sempre avuto un ruolo importante nella mia vita, che va oltre il semplice sostentamento… già da piccolo osservavo mia nonna mentre faceva i “tajarin” o le lumache al “verde” e mia madre che guarniva con passione i piatti della nostra tradizione.

Quando ti siedi ad un tavolo dell’Osteria La Torre di Cherasco (CN) e apri il menù queste sono le prime righe che puoi leggere e comprendere subito dove sei arrivato. E poi ancora…

Invitandovi ai nostri tavoli vorrei trasmettervi tutte le emozioni che sento, la passione e l’esperienza che mi hanno da sempre accompagnato nel preparare questi piatti… nella scelta dei vini, nel piacere di servirli… affinchè vi rimanga un buon ricordo di noi…

Sono le parole, o meglio il pensiero di Marco Falco chef e patron dell’Osteria. Cuneese di nascita ma cheraschese di adozione dal 1990, dopo varie e importanti esperienze tra locali e alta gastronomia nel 2003 decise di dare vita all’Osteria dapprima posizionata in Via Garibaldi, proprio vicino alla vecchia torre da cui prese il nome, e dal 2011 dell’attuale sede di Via Ospedale al numero 22 nel cuore della città.

E’ un luogo semplice ma accogliente, confortevole, caldo, decisamente famigliare in cui ti senti a casa. Alle pareti i dipinti del pittore cheraschese Romano Reviglio. In cucina oltre a Marco il figlio Mattia e la nuora Gloria. I piatti sono quelli della tradizione spesso impreziositi da una delicata rivisitazione. Fondamentale l’utilizzo di materie prime di altissima qualità e in buona parte provenienti dal territorio.

Indiscutibile la passione di Marco, ma è il talento del gruppo di lavoro ad elevare l’Osteria a meta doverosa per i palati raffinati. I prodotti del forno sono preparati giornalmente con lievito madre e farine selezionate, la pasta rigorosamente fatta in casa come esige la vera tradizione piemontese.

Il menù è ricco di proposte raffinate che spaziano dai deliziosi antipasti di carne, pesce e chiocciole: siamo a Cherasco patria indiscussa delle celebri “escargots”. I primi piatti, quelli tradizionali come i raviolini del plin ai tre arrosti o i tajarin con la salsiccia di Cherasco, e poi gli gnocchi di patate e farina di castagne serviti con porri e fonduta di formaggio Castelmagno. Il risotto ai carciofi con chiocciole e crema all’aglio dolce. E non dimenticate di provare i ravioli ripieni di topinambur accompagnati da burro e acciuga. I piatti cambiano in base alla stagione e alla disponibiltà delle materie prime; durante il giusto periodo regna sovrano il tartufo pregiato.

Il carosello dei secondi mette in imbarazzo anche il più arguto gourmet: vitello, coniglio, agnello, chiocciole, tutti ingredienti utilizzati ai fornelli con fantasia a capacità. Se gradite un tocco di storia della cucina piemontese assaggiate la finanziera, fatta a dovere con una moltitudine di ingredienti come da tradizione, oppure i batsoà, altra chicca di questa terra preparata con il piedino di maiale e arricchita da Marco con i gamberi.

Il ricco carrello dei formaggi selezionati sarà un altro piacevole momento. Per i dolci mi limito segnalarvi l’arancia candita con meringa e panna; ma sarete voi a scegliere ciò che più vi aggrada, di certo ne rimarrete entusiasti.

La cantina dell’Osteria è ben fornita con i grandi vini di questa terra magica per il suo mondo enologico, Barolo su tutti, ma non mancano etichette di altre regioni e della vicina Francia. All’Osteria la Torre si pranza e si cena ad eccezione del lunedì che è il giorno di riposo.

Cherasco è un’amabile località della Provincia Granda che offre al turista cultura, storia e buona cucina. Famosi sono i suoi mercati, in particolare in tema di antiquariato, ma anche il Museo della Magia, i palazzi antichi, il castello Visconteo, le rievocazioni storiche e naturalmente le chiocciole. Napoleone lasciò qui il segno nel 1796 con l’assedio della città e soggiornò a Palazzo Salmatoris.

Alla Torre ci ero già stato in occasione della festa delle chiocciole, le avevo degustate alla cheraschese, come ripieno degli gnocchi, fritte con anelli di cipolla e salsa di soia, alla bourguignonne, con l’uovo, ci sono tornato con grande piacere, piacere nel chiacchierare con Marco e respirare tutta la sua passione per la cucina, piacere di un buon bicchiere di vino, piacere di un mangiare vero e sincero, gustoso e raffinato. Piacere di un ottimo momento di vita con un torchon de foie gras preparato dallo chef.